Il ministro dei trasporti spagnoli si dimette dopo il disastro ferroviario di Urda
Roma, 3 nov. (askanews) – Il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, ha annunciato le sue dimissioni al termine dell’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tragedia di Urda. “Un ministro dei trasporti di un paese come la Spagna non può continuare nel suo incarico dopo due incidenti in meno di un anno” ha detto.
L’incidente ha causato 69 morti e circa 200 feriti, 40 dei quali sono ancora ricoverati in ospedale.
Durante l’audizione, durata quattro ore, ci sono stati diversi momenti tesi. Puente ha ricordato che il suo governo aveva avviato un piano di modernizzazione da 780 milioni di euro e ha ribadito i suoi dubbi sulla decisione del centro di controllo Adif di autorizzare la ripresa del servizio regolare del treno ad alta velocità Ave coinvolto nell’incidente, nonostante il malfunzionamento del sistema di sicurezza Lzb e la presenza di un treno Iryo fermo più avanti sulla linea.
Pochi minuti prima – ricostruisce il quotidiano El Pais – la portavoce del Partido Popular, Ester Muñoz, aveva replicato al ministro, affermando che la sua responsabilità “non è spiegare gli incidenti mortali”, ma prevenirli. Anche il partito di sininstra Sumar aveva chiesto le sue dimissioni, pur precisando di non ritenere il ministro responsabile dell’incidente. Il portavoce dell’Erc (partito indipendentista catalano), Gabriel Rufian, ha insistito sul fatto che l’errore umano “riflette un sistema di sicurezza fallimentare”.
Il ministro ha annunciato le sue dimissioni al premier spagnolo Pedro Sanchez pochi minuti prima di comunicarlo al Congresso. Puente non sarà presente nelle liste del Partito Socialista per le elezioni politiche del prossimo 29 novembre. In molti, scrive El Mundo, davano per scontato che Puente avrebbe cercato di succedere a Sanchez.









