Gesmundo (Coldiretti): basta tecnocrazia e tagli agricoltura

Gesmundo (Coldiretti): basta tecnocrazia e tagli agricoltura

Roma, 21 ott. (askanews) – “Come possiamo non concordare con il coraggio ancora una volta di Papa Leone, che nella Giornata mondiale dell’alimentazione ha detto che le risorse per le armi devono essere riconvertite per finanziare la ricerca agricola. Questo è il coraggio della verità”. Così il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo in apertura della seconda giornata del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma, con un attacco alle politiche della Commissione europea e alla prospettiva di nazionalizzare le risorse della Pac, cancellandone la destinazione specifica all’agricoltura.

“La Coldiretti è profondamente europeista, senza Europa i nostri agricoltori non avrebbero raggiunto i primati produttivi e reddituali”, ha ribadito il segretario generale. Risultati oggi “messi in discussione proprio da politiche europee fuori dal tempo e dalla realtà”. La Pac, ha ricordato, “è stata la garanzia di cibo e quindi di pace negli ultimi sessant’anni” e “il cemento stesso su cui è stata costruita la Ue”, aggredito nell’ultimo decennio dalle “picconate della Commissione”, sul fronte delle risorse e delle regole imposte ai produttori.

“Siamo governati da un manipolo di tecnocrati non eletti e di fatto sottratti al controllo democratico”, ha affermato Gesmundo, denunciando un’élite che “se ne infischia dell’opinione dei cittadini, delle proteste e finanche dei risultati elettorali”. Nel mirino la presidente Ursula von der Leyen, “che insegue una sovranità fondata su dosi crescenti di autocrazia ed emergenzialità, mentre il Parlamento europeo fa da spettatore”.

Sul Green Deal, Gesmundo ha contestato la scelta di imporre vincoli confidando che le altre potenze mondiali avrebbero seguito l’Europa: “Abbiamo indebolito le nostre piattaforme produttive, ci siamo ulteriormente aperti alle importazioni senza criteri di reciprocità. Il risultato è un’agricoltura europea che resta una superpotenza del cibo, ma dipende dall’estero per fattori produttivi strategici come fertilizzanti e soia”.

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