Car: con stop autotrasporti rischio rincari per i mercati romani

Car: con stop autotrasporti rischio rincari per i mercati romani

Roma, 20 ott. (askanews) – Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti e i conseguenti blocchi stradali nel Sud Italia stanno mettendo sotto forte pressione l’intera filiera ortofrutticola e stanno portando i rincari sui banchi dei mercati romani. È questo lo scenario che emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio CAR – Centro Agroalimentare Roma, che segnala una crescente criticità negli approvvigionamenti ortofrutticoli destinati alla Capitale, dovuta all’incertezza sui tempi di percorrenza e gli alti costi operativi che stanno innescando un effetto a catena che impedisce alle aziende agricole di spedire le merci deperibili e minaccia il regolare arrivo di prodotti freschi sui mercati. L’emergenza, inizialmente concentrata in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, si sta al momento estendendo ed è arrivata a colpire anche la zona meridionale del Lazio.

Sul mercato romano sono sempre più evidenti le mancate consegne di referenze cruciali provenienti dal Mezzogiorno, come peperoni, melanzane, uva da tavola e pomodori. L’Osservatorio rileva una forte tensione sui prezzi all’ingrosso a causa della scarsità di prodotto: i pomodori siciliani Ciliegini e Piccadilly vengono commercializzati a quotazioni superiori a 5 euro/kg, mentre i Datterini rossi raggiungono i 7,50 euro/kg.

Per compensare questi vuoti d’offerta, si registra un forte aumento delle importazioni, con pomodori tondi a grappolo dall’Albania venduti intorno ai 2 euro/kg e peperoni dalla Spagna a 3,80 euro/kg, alternative economicamente rilevanti ma che faticano a sostituire pienamente il prodotto a chilometro zero per i consumatori attenti alla filiera italiana.

A contenere parzialmente gli effetti di questo blocco logistico intervengono le produzioni locali di Lazio e Abruzzo con ortaggi a foglia, pomodori, melanzane e zucchine, che continuano a garantire una parte dell’offerta pur con quotazioni già elevate a causa dei danni del caldo estivo. Tuttavia, sottolinea il Car, un prolungamento delle proteste per il caro carburanti rischia di generare perdite economiche incalcolabili per i produttori del Sud, costretti a perdere i raccolti, e di scaricare ulteriori rincari sulla spesa alimentare dei cittadini romani.

“Tutela dei produttori e dei consumatori restano due obiettivi inseparabili. Dobbiamo salvaguardare l’equilibrio della filiera, garantendo alle aziende agricole la possibilità di vendere i propri prodotti e alle famiglie l’accesso a prodotti freschi e di qualità a prezzi sostenibili, un ruolo in cui il CAR si conferma strategico per Roma” sottolinea il presidente del CAR, Valter Giammaria. “Non possiamo permettere che la crisi logistica e il caro carburanti pesino in modo incontrollato sulle tavole dei romani. Il nostro ruolo oggi è agire da scudo, monitorando i listini per garantire la tenuta degli scambi commerciali e provare ad arginare sul nascere ogni pressione sui prezzi, difendendo la spesa delle famiglie”, conclude il direttore generale del CAR, Fabio Massimo Pallottini.

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