Consorzio Radicchio Treviso e Castelfranco Igp compie 30 anni
Roma, 27 ott. (askanews) – Nel 2026 il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e del Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, compie trent’anni di attività e lo fa in una fase di sostanziale stabilità per la denominazione. A delineare il quadro è il bilancio presentato nei giorni scorsi durante l’annuale assemblea dei soci.
Intanto, dopo l’avvio della raccolta del Radicchio Rosso di Treviso IGP nella varietà precoce, dal primo settembre, e del Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, dal primo ottobre, si avvicina il momento della prima raccolta della varietà tardiva, che arriverà sul mercato nei prossimi giorni, al termine della tradizionale fase di imbianchimento. Un’annata che lascia alle spalle la soddisfazione della produzione 2025/2026, dove le quantità certificate sono state 3.419 quintali per la varietà precoce, 9.433 quintali per il tardivo e 5.036 quintali per il Radicchio Variegato di Castelfranco.
Tra le novità della stagione in avvio, l’ingresso del nuovo direttore Fabio Sozza, che affiancherà il presidente Christian Morandin, il consiglio direttivo e i soci nella gestione delle attività consortili e nello sviluppo delle strategie future. Un incarico che punta a dare continuità al lavoro svolto, rafforzando le azioni di tutela e promozione delle due denominazioni e sostenendo nuove opportunità di crescita per l’intero comparto.
All’orizzonte inoltre il convegno che porrà l’attenzione sulle prospettive di export di un prodotto unico, l’iniziativa dal titolo “Radici Profonde, orizzonti Internazionali:il futuro del Radicchio IGP” previsto il 12 novembre. Un’occasione di confronto che si svilupperà in due momenti, il primo che parte dallo stato di salute della filiera e un secondo momento che guarda al futuro di un prodotto simbolo dell’identità locale.









