Usa e Cina valutano ipotesi colloqui ufficiali su rischi Ia

Usa e Cina valutano ipotesi colloqui ufficiali su rischi Ia

Roma, 7 mag. (askanews) – Stati uniti e Cina stanno valutando l’avvio di colloqui ufficiali sull’intelligenza artificiale, mentre la competizione tra Washington e Pechino nel settore rischia di trasformarsi in una corsa agli armamenti dell’era digitale. Lo segnala oggi il Wall Street Journal.

La discussione arriva mentre la Casa bianca e il governo cinese stanno esaminando la possibilità di inserire l’intelligenza artificiale nell’agenda del vertice che si dovrebbe tenere la prossima settimana a Pechino tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

L’apertura di un canale ufficiale sull’intelligenza artificiale segnerebbe l’inizio dell’impegno tra Stati uniti e Cina su questo dossier sotto l’attuale amministrazione Trump. Rifletterebbe anche il riconoscimento del fatto che la corsa allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale sempre più potenti potrebbe innescare una crisi che nessuno dei due governi saprebbe oggi gestire.

L’amministrazione dell’ex presidente Usa Joe Biden aveva avviato un dialogo con la Cina, ma i risultati sono stati limitati. Da allora, i rischi sono aumentati.

L’ipotesi allo studio è quella di una serie ricorrente di conversazioni dedicate alle sfide poste da modelli di intelligenza artificiale dal comportamento inatteso, dai sistemi militari autonomi o da attacchi condotti da attori non statali con strumenti open source molto potenti.

Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent guida il dossier per la parte americana. L’amministrazione è in attesa che Pechino designi l’omologo. Finora, il viceministro cinese delle Finanze Liao Min è stato coinvolto nelle discussioni con Washington sulla creazione di questo dialogo.

La decisione finale sull’inserimento dell’intelligenza artificiale nell’agenda formale del vertice del 14-15 maggio spetterà a Trump e Xi.

Il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington Liu Pengyu ha dichiarato che la Cina è pronta a impegnarsi in comunicazioni sulla riduzione dei rischi legati all’intelligenza artificiale.

Al di fuori dell’amministrazione, alcuni analisti del settore privato discutono già di ciò che questi colloqui potrebbero produrre e della possibilità che, in futuro, siano creati meccanismi più concreti di gestione delle crisi, come una linea diretta sull’intelligenza artificiale tra le leadership di alto livello. Stati uniti e Cina dispongono già di una linea telefonica per la difesa e di altri canali di crisi, anche se Pechino è stata spesso riluttante a utilizzarli.

“La questione fondamentale non è se creiamo una hotline, che a mio avviso ha un certo valore, ma se i cinesi useranno la hotline, cosa che storicamente non hanno fatto”, ha detto Rush Doshi, studioso della Georgetown University e del Council on Foreign Relations, già direttore per la Cina al Consiglio per la sicurezza nazionale sotto Biden, al Wsj.

Doshi ha ricordato che, quando nel 2001 un aereo da ricognizione statunitense EP-3 entrò in collisione con un caccia cinese, e poi nel 2023, quando un pallone di sorveglianza cinese attraversò gli Stati uniti, i funzionari cinesi non risposero alla linea.

Il fatto che l’intelligenza artificiale sia salita ora per la seconda volta al livello presidenziale, attraverso due diverse amministrazioni, è legata al consolidarsi dell’idea che la tecnologia ponga rischi strategici condivisi e richieda un impegno ad alto livello.

Nel 2023, quando Henry Kissinger compì 100 anni, Xi invitò a Pechino l’ex segretario di Stato americano. Kissinger accettò l’invito, ma volle assicurarsi che l’intelligenza artificiale fosse all’ordine del giorno, ha raccontato Robert Hormats, suo consigliere economico negli anni Settanta e consulente per la visita del 2023.

Kissinger riteneva che l’intelligenza artificiale fosse un campo in cui Cina e Stati uniti potevano avere interessi comuni o almeno raggiungere intese reciproche in aree chiave. “I cinesi accettarono”, ha ricordato Hormats. Xi e Kissinger discussero della necessità di un dialogo di più lungo periodo su questioni legate all’intelligenza artificiale, incluse la regolazione e le sfide comuni alla sicurezza.

Da quella conversazione nacque un canale non governativo ancora attivo, guidato per la parte americana da Craig Mundie, ex responsabile della ricerca di Microsoft, con interlocutori cinesi che includono partecipanti della Tsinghua University e di grandi aziende cinesi produttrici di modelli di intelligenza artificiale.

Ascolta la
Diretta
Ascolta la
Diretta
Messaggia con la
Radio in diretta