Pnrr, Rondinelli (Pd): basta bugie, governo ammetta ritardi

Pnrr, Rondinelli (Pd): basta bugie, governo ammetta ritardi

“Risolva criticità per bene territori”

Roma, 17 gen. (askanews) – “La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la smetta con questa ‘farsa’ sul PNRR. Racconti la verità alle imprese e agli enti territoriali, questi ultimi tra i più colpiti dalla revisione del Piano, che di fatto è servita a tagliare i fondi là dove necessari e a far guadagnare tempo al governo mentre persistono problemi legati alla fase di assegnazione e progettazione esecutiva dei progetti”. Lo afferma in una nota Daniela Rondinelli, europarlamentare PD.

“La Premier Meloni ha il vizio di omettere: in base all’ultimo monitoraggio dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, infatti, la revisione del PNRR non ha affatto risolto le principali criticità legate all’attuazione del Piano. Nel 2023 abbiamo speso appena il 7,4% del totale delle risorse programmate inizialmente, il 75% dei progetti è in ritardo e solo il 6,3% risulta concluso. In affanno, il Mezzogiorno dove l’Unione europea ha raccomandato di spendere bene e in tempo le risorse”, spiega Rondinelli.

“Dunque, altro che ‘il 2023 è stato chiuso con un bilancio estremamente positivo’, come la Premier Meloni ha dichiarato ieri a conclusione dell’ennesima cabina di regia, da cui non si capisce mai con esattezza verso quale direzione stiamo andando per dare fondo al meglio e in tempo alle preziose risorse europee”, sottolinea la parlamentare PD.

“Basta annunci in pompa magna. I cittadini e le cittadine, le imprese e gli enti territoriali hanno il diritto di sapere come stanno davvero le cose. La realtà è ben diversa e ci preoccupa seriamente: ogni ritardo costa al Paese una diminuzione dei fondi richiesti, come è avvenuto per la quinta rata, passata da 18 miliardi a 10,6 miliardi di euro – continua -. Anzi, nella peggiore delle ipotesi, se l’Italia non riuscirà a recuperare i ritardi accumulati nei prossimi tre anni dovrà restituire i fondi o tagliare ulteriori progetti. In entrambi i casi, il Paese sarà costretto a rinunciare a una prospettiva di crescita dell’economia reale”, conclude.

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