INTERVISTA SINFONICO HONOLULU

I Sinfonico Honolulu   presentano  il loro  nuovo singolo dal titolo “Un giorno come gli altri ” dal sound innovativo e pieno di energia.

1- Sinfonico Honolulu una grande orchestra con un sound unico e particolare grazie al suono degli 8 ukulele ma non solo riuscite a trascinare indistintamente gente di tutte le generazioni! Parlateci di come si forma la vostra orchestra!

È successo dopo aver visto un video che metteva a nudo la dolcezza del suono di un ukulele. Era il 2009 ed il boom sullo strumento aveva ancora da farsi sentire. L’idea di partenza fu quella di basare un gruppo totalmente su quello strumento coinvolgendo personaggi e musicisti di fiducia che non fossero ukulelisti. Quindi nelle prime prove lo studio si tradusse in gioco. Abbiamo visto che la Great Britain Ukulele orchestra esisteva da molti anni ma abbiamo cercato di approfondire l’aspetto orchestrale e di arrangiamento dello strumento. Nel giro di pochi mesi era diventata una cosa seria, che faceva sorridere ma anche emozionare.
(Daniele Catalucci)

Ci chiedi del trascinamento multigenerazionale, beh innanzitutto ci sono le grandi doti personali dei singoli che sanno fare la differenza, l’esperienza per riuscire a stare sul palco senza sentire il timido blocco del palcoscenico, un’esperienza che viene da ore di prove, di ascolti e da un pizzico di follia kamikaze, ma soprattutto é la coscienza che ti aiuta, si é li per dare tutto, senza risparmiarsi.
C’è da comunicare e condividere, la battuta comica che serve a sdrammatizzare, ci sono i momenti drammatici di brani intensi, cupi o romantici e scosse adrenaliniche per far “muovere” le ginocchia… tutto secondo quei parametri che rendono l’Arte come unico grande slancio verso l’immortalità.
(Steve Sperguenzie)

2 – Dopo 2 anni d’intensa collaborazione con Mauro Ermanno Giovanardi e i vari tour in giro con artisti come Paola Turci, Luca Barbarossa, Simona Molinari, Niccolò Fabi ” arriva il vostro Album d’inediti “Il Sorpasso” come il titolo di un film.. è così?

Proprio così, tutti quei bei palchi e quelle collaborazioni importanti ci hanno fatto capire una semplice cosa; parlare alla nostra gente di nostre cose. Quindi lingua italiana e canzoni scritte da noi. Al nostro interno ci sono elementi che sono da sempre legati al mondo della scrittura autorale o compositiva, soltanto che non avevamo mai pensato di legare queste cose all’ambiente del Sinfonico Honolulu. Invece abbiamo deciso di fare il possibile per arrivare a fondo in chi ci ascolta e per essere ricordati in maniera più profonda. Saper interpretare è un’arte, ma parlare di sé è tutta un’altra cosa.
Ci siamo quindi rimboccati le maniche e nel giro di 7/8 mesi avevamo 18 provini ben messi tra inediti e qualche tributo italiano. A quel punto è entrato in ballo il produttore artistico Ale Bavo ed il lavoro si è fatto ancor più bello. Il titolo non ne voleva sapere di uscire, avevamo delle idee legate all’estate, ma ciò che ci serviva era una parola che esprimesse un movimento e che fosse in qualche maniera legata alle alte temperature.

“Il sorpasso” di Dino Risi in quel senso è molto adatto, è un film estivo legato all’italia in un periodo irripetibile ed unico, ambientato il giorno di ferragosto lungo la costa tirrenica, strettamente legato a noi livornesi per via del finale sulla scogliera di Calafuria. È davvero un piacere sentirsi legati ad un film del genere.
(Daniele Catalucci)

3 C’è un omaggio all’interno dell’Album a Piero Ciampi .. cosa portate nel cuore di questo grande artista scomparso?

Quella tenera solitudine che si respira intorno alla sua voce. Mi è capitato di far caso a come gli arrangiamenti giocassero a lasciar intuire quest’aria vuota intorno al suo timbro e credo sia uno spiraglio di imperdibile bellezza di Ciampi, il sentirne la voce e intuirne il contorno.
Nel nostro caso, visto che la sonorità del Sinfonico è spensierata più che malinconica, abbiamo preso la canzone “Fra cent’anni” e, trasportandola in un territorio generistico vicino allo ska, abbiamo visto le parole di Piero assumere tutta un’altra connotazione. È stato davvero un bell’esperimento.
(Daniele Catalucci)

4 “Un giorno come gli altri ” è il nuovo singolo estratto dall’album… come dovrebbe essere per voi la giornata ideale?

La giornata ideale é poter avere ore in studio di registrazione per incidere, creare e perfezionare brani… oppure come é capitato di recente a Roma, avere diversi appuntamenti in Radio e TV per interviste con interventi live, perché fare promozione del disco é sempre un esperienza, trovi critici e giornalisti con i quali ridisegni e spieghi il tuo progetto.
Non male altrimenti essere in tour e avere addosso quella sana emozione che ti assale pochi attimi prima del concerto…quindi per riassumere battaglie per combattere, misurarsi e sentirsi vivi.
(Steve Sperguenzie)

5 Non è facile al giorno d’oggi avere una band così numerosa e riuscire ad andare avanti è per questo che chiedo spesso agli artisti il loro parere sulla situazione musicale del momento e sarei felice di conoscere anche la vostra.

Situazione deprimente purtroppo. In Italia soprattutto si fa fatica a pensare di poter vivere di sola musica. E in pochi all’interno di questa orchestra vi riescono. Malgrado ciò la passione è tanta e a volte, con un po’ di sacrificio, riusciamo ad andare a suonare per tutto lo stivale. Ci sono molte persone in questo campo, che si sbattono. Promoter, gestori di locali, seppur talvolta rimettendoci, dedicano anima e corpo ai loro eventi. Il pubblico non deve perdersi e dev’essere istruito sempre di più a partecipare ai concerti.
È comunque un periodo buio per la musica e per tutte le arti. Se pensi poi, che con il periodo di guerra che stiamo passando, gran parte del denaro pubblico sarà destinato agli ordini militari mi viene voglia di scappare su Giove.
(Giorgio)

Noi siamo dei privilegiati, vorrei chiarirlo, ma la situazione non è assolutamente semplice. Il contenitore si è allargato con i social, vendendo spazio a chiunque se lo compri, ma in realtà il cerchio di ciò che conta si è ristretto televisivamente intorno ai talent ed a dei bravi giovani a cui viene tolta la possibilità di avere una gavetta, vengono buttati in cima per tre mesi e tenuti sotto contratto per un paio d’anni. Se ti va bene sono rose e fiori e il tuo nome verrà almeno ricordato, ma se ti va male ti ritrovi distrutto ed ingabbiato in un elenco di nomi propri tutti simili.
Credo che il 90% della musica italiana siamo in una fase davvero buia, talmente buia da non esser percepita tanto è il bagliore delle luci televisive, le vendite discografiche si stanno mescolando troppo a programmi tv che sono diventati l’unica fonte di spostamento dell’ago della bilancia, le major presenziano e danno il loro ovvio consenso, ma detto fra le righe, preferivo quando c’era una netta distinzione tra il “Festival della canzone italiana” e “La Corrida”.
Questo perché i concorsi canori hanno un fascino ma non devono guidare e spostare l’economia musicale. Questo è davvero troppo, l’arte e lo spettacolo vanno tutelati e valorizzati, non necessariamente uniti.
(Daniele Catalucci)

6 Ogni videoclip si trasforma in qualche modo in un film .. qual è stata l’emozione che vi ha trasmesso girare il video di “Un giorno come gli altri” e qual è l’emozione che dovrebbe arrivare agli altri in un aggettivo?

Per prima cosa orgoglio, poi la felicità di collaborare con Tomas Uolli Marcuzzi e la sua troupe, in gamba, preparati e così validi sotto ogni aspetto.
Siamo stati al gioco, ciak dopo ciak, consapevoli che avrebbero fatto qualcosa di poetico e di profondo che aggiunto alla nostra canzone avrebbe dato una spinta ulteriore per quel che é “il paradiso dei lavori fatti col cuore, “il mondo delle idee”. Agli altri dovrebbe arrivare “felicità”.
(Steve Sperguenzie)

Lavorare con una troupe professionale e un regista affermato nel mondo dei videoclip musicali come Uolli, è stato senza dubbio appassionante e ha dato una forte motivazione a tutto il nostro ensemble. Malgrado il discreto freddo subito in tutta la giornata in quel di Udine, nello skate park, ci siamo divertiti un sacco. Il video dovrebbe trasudare un qualcosa di nuovo quindi spero che anche gli spettatori avvertiranno questo sentimento di innovazione e di originalità.
(Giorgio)

Per me agli altri dovrebbe arrivare un sentimento di “quadratura”. J
(Giovanni)

04-12-2015

Paola Quattrocchi

 

 

 

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