INTERVISTA SANDRO DI BERNARDO

Parliamo di un artista siciliano Sandro Di Bernardo che torna sulla scena musicale alla grande con un album dal titolo “Sudditi e Rose” Un album che contiene brani in dialetto siciliano dove l’artista si è lasciato travolgere dalla sua terra e dalle emozioni.
1- Questo è un album che rappresenta una nuova scommessa poichè è anche di denuncia dove la Sicilia appare meravigliosa ma colma di “fuoco” in tutti i sensi cosa mi dici a tal proposito?

Ops….mi prendi in contropiede. Sono giorni strani, a volte è come se non avessi più nulla dire. No scherzo…Sudditi e rose è un disco che scalpitava nel cassetto da un bel po’. Ci sono dentro cose che avevo scritto anni fa e altre messe insieme nell’ultimo anno. Le idee le ho buttate giù 2 anni fa a Sint Maarten, un isoletta delle Antille dove mi trovavo per lavoro e che conosco bene da più di 20 anni. Proprio da lontano si riesce a mettere a fuoco meglio ciò che ti appartiene. E quindi la tua Terra, La Sicilia. Viviamo giorni terribili e pieni di paradossi allucinanti. Chi comanda dovrebbe stare agli antipodi e la gente perbene viene “fatta fuori”. È stato un gesto spontaneo e dovuto. Spero sia contagioso. Anche se entrambi sappiamo bene che qua da noi e non solo , “i cosi nin canciunu”!

2-Hai “calcato” in passato palchi importanti collaborando con Ron Wood dei Rolling Stones , ma il Festivalbar con Valeria Rossi, e ancora un disco con Franco Battiato .Com’è avvenuto l’incontro con Ron Wood?

Il destino? Il caso? eravamo sdraiati al sole come ogni giorno in un Lido a Taormina, io e Tony Cina’, il mio batterista. Lui dice : guarda in prima fila c’è Rod Stewart cou capelli neri! ed io rispondo : No è quello scarso degli Stones! Ci avviciniamo più convinti che fosse un sosia e invece.. era Lui. Da quel giorno d’agosto in poi. ..il Delirio! Abbiamo vissuto l’epica del Rock and Roll tra eccessi e Gin tonic a fiumi. Storie raccontate su Lennon Dylan o i Doors, da uno di loro. In giro per la Sicilia x oltre un mese. Poi un concerto insieme a Ronnie. Un Ep prodotto dalla sua etichetta di NY. U paio di fughe a Londra. …insomma scriverò un libro a breve!

3- Ci racconti del tuo album facendoci conoscere i retroscena ?

Con piacere, come dicevo prima, lo start del progetto è avvenuto ai Caraibi. E l’influenza sud Americana si sente anche in alcuni brani. Poi lo scorso anno dopo un paio di Concerti è scappata la parola magica : “registriamo?” E un po’ per scherzo e un po’ per fatalità ho deciso di andare a trovare Ottavio Leo ai Ludnica Studios….un paio di settimane di gestazione e pre-produzione con Ciccio Frudà, il chitarrista, e via in studio. È stato tutto entusiasmante, divertente e anche molto faticoso. Ci siamo armati di tanta buona volontà, sacrificio e budget inesistenti! ma è venuto fuori un lavoro fresco e senza età, si sentono le good vibration e la positività di chi ci ha suonato e lavorato

4- Hai realizzato il videoclip del brano “Sudditi e rose” davvero molto originale e realizzato come se fosse un film.. qual è il film che ti rappresenta? e com’è stato realizzare questo video?

Wow! bella domanda…se sto a pensarci te ne dico almeno una decina quindi sparo il primo che mi viene in mente….2001 Odissea nello spazio di Kubrick. Per il Video di Sicily è stato determinante il lavoro di Jay Gullotta. Aver scelto lui è stata la mosa vincente. Ha dato al Video un taglio Pulp e molto ironico. come dici tu..come se fosse un film. abbiamo giocato molto coi riferimenti e le citazioni e abbiamo un po preso in giro certe fiction televisive dove i mafiosi siciliani parlano con l’accento romano. Il testo della canzone è molto schietto e tagliente e purtroppo raconta cose fin troppo note a tutti. Jay ci ha tolto il rischio di sembrare edulcorati o demagogici. Ci siamo divertiti e bagnati..era agosto ma ad un certo punto ha cominciato a piovere e nello stesso tempo c’erano 40 gradi…Voglio ringraziare Roberta Buda che ci ha messo a disposizione il Baglio Principi di Spadafora, di proprietà della Famiglia, a taormina. posto stupendo. Gli attori poi stanno popolando, uno su tutti Augusto Marino “u Baruni”, e Ciccio Cafeo Andrea Avanzato e Ciccio Rizzo.

5-Cosa ti aspetti oggi, considerando anche la situazione musicale del momento ,che orizzonti intravedi ??

Mi aspetto tutto e niente. La Musica, cara Paola per come la intendiamo noi, è morta. l’hanno uccisa le major e le multinazionali dei software e dei supporti tecnologici. hanno tolto hai ragazzi il piacere e la fortuna di tenere in mano un disco vero. un Vinile ma anche un cd. di aspettare le foto e la copertina del loro artista preferito. pensa quanto l’arte e la musica sopratutto ha determinato e influenzato le decisioni dei grandi uomini del passato. o quanto il Blues rappresenti l’epopea di un popolo e della sua storia. Oggi cosa c’è? chiavette usb e i Talent? Ma voglio essere positivo. Tutto cambia o cosi sembra. vuol dire che ci adatteremo. tu che dici?

6- Tu sei un musicista e sai quanto sia importante instaurare un buon feeling con i compagni di viaggio che reputo indispensabili per la realizzazione ottimale di un album vogliamo menzionarli?

Con enorme piacere. da 2 anni suono ormai con gli stessi musicisti che girano col nome di Barrakuda. sono tutti più giovani di me e questo ha giovato non poco. ma la loro giovane età non deve trarre in inganno. sono professionisti preparati e con un background notevolissimo. inoltre sono abbastanza cool da stare dietro ad un folle come me. Alle chitarre e a tutti gli oggetti con delle corde montate c’è Capitan Uncino alias Francesco Frudà. al basso e al contrabbasso ed è anche il “capoprove”, Flavio Gullotta. Alla batteria e alle percussioni il più navigato pirata, Joe Favorito. Nel disco c’è anche la partecipazione di un vecchio compagno d’armi, Gianfranco Fichera alla spanish guitar, che conosci bene, e del “sassofonista biondo”, Dario Miano. In fine, Paola, devo dire che senza il supporto della mia famiglia, della loro pazienza e del loro aiuto non avrei fatto niente. quindi voglio chiudere ringraziando mia moglie e mio figlio. grazie.

Paola Quattrocchi

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