INTERVISTA FRATTO

Intervista all’Artista Fratto che ci parla del suo singolo “Invisibile” in promozione sia in Italia che in Europa
1-Fratto, figlio d’arte di Antonio Fratto chitarrista solista dei Ragazzi del Sole quindi sei cresciuto praticamente in
mezzo alla musica, quando hai capito che era proprio nel DNA?
 Non credo sia mai stata una questione di DNA ma semplicemente di aria e di ambiente musicale respirato fin da piccolo.Uno dei più grandi pregi di mio padre credo sia sempre stato il farmi avvicinare alle cose ma non troppo e far fare il resto alla mia curiosità.Lo stesso è successo con la musica.E’ sempre stata una cosa che ho vissuto con quotidianità, da piccolino ascoltavo i vari gruppi che venivano a provare il mercoledì con mio padre nella nostra tavernetta e restavo lì a ascoltare nella speranza che gli ultimi 10 minuti li potessero dedicare a me facendomi suonare la batteria con loro. Il resto della settimana era un tentare di migliorare per rendere quei 10 minuti più soddisfacenti possibili.Così è stato anche per le influenze musicali.A 10 anni ascoltavo i Deep Purple e i Pink Floyd e tanti altri perché volevo riuscire a capire di che cosa parlassero i musicisti che ascoltavo in quella tavernetta.Se mio padre non mi avesse messo nelle orecchie la curiosità di ascoltare quel genere di musica adesso probabilmente non avremmo nulla di musicale a me connesso di cui parlare.
2-Hai una doppia responsabilità oggi poichè molti pensano che essere figli d’arte aiuti pero’ nello stesso tempo crea
aspettative da parte degli altri ancora piu’ grandi e cosi’ anche per te?
No, non credo.Credo che le aspettative più grandi siano indotte dalle tematiche trattate e dalla serietà che ci si aspetta da simili argomenti.
3- Fratto potrebbe significare spezzato oppure si potrebbe pensare ad una frazione, qual è il vero significato?
Non voglio essere polemico, ma viviamo un periodo storico-musicale in cui i media ci sputano addosso prodotti partoriti dai talent, e il nome che questi talent danno ai propri artisti è semplicemente il loro nome proprio.La ricerca era iniziata pensando a qualcosa che mi rappresentasse e non trovando nulla che mi si addicesse ho semplicemente scelto il mio cognome, essendo il nome prettamente “da talent” Così a meno che un altro “Fratto” non si metta a tirare fuori musica da un cilindro, dovrebbe rimanere inviolabilmente mio.
4- Invisibile è un brano per te molto importante perchè lancia a tutti gli effetti il tuo percorso artistico, quanto è stato
difficile?
Arrivare al lancio del singolo è stato pressappoco un’odissea.Nessun produttore o etichetta credeva nei miei lavori senza sentire dei prodotti finiti.I miei testi inizialmente erano accompagnati spesso da soluzioni essenziali e acustiche, molto poco post prodotte.Mi son quindi armato di mac, mixer , midi, campionatori , synth e quant’altro e ho iniziato a scrivere un disco da zero con l’intenzione di scrivere dei brani che potessero girare in radio. Scritto il secondo brano avevo già incontrato uno dei miei attuali produttori che ha subito creduto al progetto e mi ha subito iniziato a favorire la produzione del disco intero.
5- Questo brano è stato anche candidato per la colonna sonora di un film di Gabriele Salvatores, presto uscira’ anche
l’album “Di viso” con l’etichetta Wall Records vuoi anticiparci qualcosa?
Volentieri, è stato un album particolarmente sofferto, perché curato da me sotto ogni punto di vista e credo non ci sia critico più
pretenzioso di se stesso.In questo album sono il cantante, il compositore, l’arrangiatore, il direttore artistico e spesso anche il musicista, quindi ogni
errore di ogni genere può essere attribuito solo ed esclusivamente a me. Il che genera molteplici ansie.Le tematiche trattate sono diverse, si parla di chi ho intorno e di chi mi voglio tener lontano, si parla di chi si voleva tenere lontano, o meglio nell’inferno , Dante, in un brano intitolato “5 stelle 9 piani”, si parla di un piccolo principe e di una vestita meretrice ma sopratutto si parla di chi non può fare ancora valere le proprie esperienze perché troppo piccoli per farlo, ovvero i
bambini.
6- Un brano visto dagli occhi di un bambino , quindi occhi veri che si pongono tante domande, alle quali spesso non
si trovano risposte, qual è la tua domanda ricorrente?
Ormai purtroppo nessuna di quelle probabilmente furbe che mi facevo da bambino visto che ho perso “gli occhi del bambino” già da un po’.Ora le domande che mi faccio protendono l’attenzione sulle modalità in cui combatto queste “cause”, questi “temi trattati” all’interno del disco.Mi chiedo spesso se il lavoro che a breve vi proporrò è stato scritto seguendo i crismi più idonei a fare arrivare i messaggi assemblati nell’attesa prima di questa uscita.
7- Ci vuoi raccontare qualche particolare del videoclip che sotto i nostri amici avranno il piacere di guardare?
E’ stata la mia prima esperienza che mi ha visto protagonista di un video. Tutti quelli che vi possono sembrare errori o miei imbarazzi davanti alla macchina da presa, sono errori ed imbarazzi davantialla macchina da presa.Per quanto Claudio Sisto, regista e autore del video, mi abbia messo a mio agio, il mio essere impacciato in questo tipo di situazione non è passato inosservato anche se spero di si.Claudio Insegno e Lucia Gravante si sono prestati a questa interpretazione così come il piccolo Luca Paduano nelle vesti del “famoso” Bambino.

01-07-2015

Paola Quattrocchi

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