INTERVISTA BAND ATMOSFERA BLU E LA QUOTIDIANITA’ DI CHI VIVE IN CARROZZINA

Intervista realizzata alla Band messinese “Atmosfera Blu” che ci parla del singolo “Lei che” composta dal fisarmonicista barcellonese Giuseppe Santamaria e con il testo di Federica Puliafito a proposito della situazione dei disabili e delle difficoltà ad affrontare la vita quotidiana

1-Perchè Atmosfera Blu?

Atmosfera Blu nasce da “cose semplici”, nel senso che al momento di scegliere il nostro nome tutto sembrava condurre al blu. Abbiamo acquistato le casse, e ci arrivano in un imballo blu, le accendiamo e il led frontale si illumina di blu, compriamo alcune percussioni (tamburello, maracas)e in un negozio erano tutte blu…tra l’altro io suonavo con la fisarmonica un brano che ha questo titolo…davvero semplice, no?

2- “Lei che “ titolo del vostro brano affronta un tema molto importante, ci raccontate come nasce ?

Lei che nasce da una notizia che sento al telegiornale, riguardante una manifestazione svoltasi a Roma. Si parlava di abbattimento barriere architettoniche. Mi è subito venuto spontaneo dire, “eppure dovremmo scrivere un brano su questo tema, parlare di qualcosa che ci è più vicina di quanto pensiamo”. Abbiamo la fortuna di avere tanta gente che ci segue, e quindi ci è sembrato utile “parlare” con loro di un argomento importante, così da diffonderlo insieme  a quante più persone possibili. Per essere “sicuri” di raccontare la realtà abbiamo esposto la nostra idea ad una ragazza di Barcellona P.G., Roberta Macrì, che in seguito ad un incidente stradale vive in carrozzina. Roberta non ha perso la voglia di vivere, anzi, continua a fare quello che più le piaceva: ballare. Roberta apprezza ogni sfumatura della vita, cosa che noi, “normodotati”, spesso dimentichiamo. Decide di aprirci il suo diario, dove annota tutto quello che le succede giornalmente; dalle sue parole e dalle frasi del diario, Federica Puliafito, giovane autrice di Merì (ME), scrive il testo di Lei che, un testo che senza urlare o insultare nessuno, ci porta a riflettere in modo serio su tutto quello che ci sta veramente attorno e molte volte non vediamo. La melodia, allegra e ironica, dall’arrangiamento frizzante ed estivo realizzato da giuseppe La Spada, mostra il lato “buono” di come andrebbe affrontata la vita, anche in situazioni non facili.

3-Una storia vera con emozioni vere che solo chi vive giorno per giorno può conoscere fino in fondo ma con la voglia di difendere i propri diritti perchè purtroppo ci sono tanti disagi , cosa andrebbe cambiato ?

Lei che non può cambiare niente, ci sono persone, enti, associazioni che hanno  questo compito. Il nostro unico obiettivo è quello di riflettere, prima noi stessi, e poi speriamo anche chi ascolta la canzone, su cosa poter fare nel quotidiano per migliorare il “rapporto” con chi vive in carrozzina.

4– Qual è il messaggio che volete arrivi al cuore della gente?

Il messaggio è quello che noi stessi abbiamo ricevuto da Roberta e dai ragazzi del CO.DI. (associazione barcellonese molto impegnata nel sociale) presenti nel video: la vita è uguale per tutti, e se essere “normodotati” significa essere stati più fortunati nell’avere a “disposizione” tutte le funzioni del nostro corpo, allora cerchiamo, ad esempio, di non girarci dall’altra parte se ci viene semplicemente chiesto di “spostare la macchina che abbiamo parcheggiato sulle strisce gialle”.

5-C’è anche un video che rende perfettamente l’idea com’è stato girare questo video?

Durante le riprese del video clip, abbiamo avuto, oltre a Roberta, ad un corpo di ballo, attori e comparse, la partecipazione di una associazione di Barcellona P.G. molto impegnata nel campo della disabilità, il CO.DI. Vedere il sorriso dei ragazzi che hanno vissuto con noi un giorno “speciale” ha dato un enorme senso al nostro “fare musica”. Il video, diretto dal regista Emanuele Torre, racconta tutto quello che “ci siamo detti con Roberta e che Federica ha scritto nel suo testo.


6–Cosa rappresenta per voi la musica?
Per noi la musica è una passione, un lavoro…fa parte di noi, di ogni cosa che facciamo.
Ci ha dato la possibilità in questi anni di conoscere tante persone, musicisti, artisti famosi, ma soprattutto gente comune che viene a sentirci nei nostri concerti e che sentiamo veramente vicina.
Diciamo ogni sera a fine spettacolo: grazie davvero sinceramente…non è facile restare per più di due ore, magari in piedi, guardando verso il palco e “prestare attenzione” a tutto quello che facciamo.

Catania 27-03-2015

Paola Quattrocchi

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