INTERVISTA ANTONIO MONFORTE

Parliamo di Antonio Monforte, chitarrista, compositore , artista siciliano sulla scena musicale da parecchi anni  che ha contribuito a regalare alla nostra terra tante perle alcune delle quali richiamano il dialetto catanese  con un sound curato e pieno di sfumature.Ci parla del suo nuovo album “Fuoco Nero”

Antonio Monforte  da anni sulla scena musicale  da quando si può dire che la Sicilia dava delle opportunità a chi faceva questo lavoro… oggi cos’è cambiato??

Non è cambiato quasi nulla,nel senso che da sempre i musicisti hanno lavorato alla giornata,non sono una categoria riconosciuta ,fanno ancora le trafile dietro le stanze degli assessori di turno che conoscono solo i personaggi che bazzicano nelle tv, non si occupano di musica a parte qualche sporadico appassionato,anzi la situazione è peggiorata perchè è praticamente scomparsa la figura dell’impresario che almeno un pò di lavoro lo portava,tra l’altro oggi gli enti pagano con ritardi di un minimo di un anno,quindi il musicista si muove per campare proponendosi nei locali danneggiati negli anni dalle normative assurde come quella che si può suonare senza usare i sistemi di amplificazione ,la situazione è peggiorata anche nel settore discografico dove gli artisti siciliani sono stati sempre penalizzatia causa della distanza con la stanza dei bottoni sita a Milano, Roma, Bologna e per mancanza di finanziatori nell’isola disposti a produrre MUSICA, poi aggiungi che il settore è in crisi mondiale e buonanotte ai suonatori mi riferisco a cantautori e band che propongono la loro musica.

Nelle tue canzoni parli spesso della tua terra ma anche di attualità ,e di quell’amore visto  a 360 gradi che permette  di realizzare dei brani di grande effetto e che fanno vivere delle emozioni a chi ti ascolta. Questo tuo nuovo album dal titolo “Fuoco Nero” cosa rappresenta?

Rappresenta il mio mondo,la mia vita,la mia terra e la vita di tutti quelli che si rispecchiano in quello che le mie canzoni comunicano senza barriere e senza compromessi,parlo d’amore di sesso,di preti,di crisi mistiche,di lavoro,di disoccupazione,di mala politica,di malavita,di potenzialità inespressa di cui questa terra detiene il primato nel mondo,punto il dito sui mezzi d’informazione e racconto storie del passato e di come si la vita si evolve ricordando sempre da dove siamo partiti e dove siamo arrivati.

All’interno dell’album c’è un brano che gli ascoltatori di Studio 90 Italia hanno ascoltato spesso ovvero ” La città dorme già” che ci trasporta un po’ in un’atmosfera da night club anni 50, so che questo brano ha alle spalle una storia

Tutte le mie canzoni sono quasi sempre una storia vissuta,nella città dorme già racconto l’altra faccia dei musicisti che finiscono di suonare,il pubblico che ritorna a casa, e così dopo aver viaggiato nel sogno che solo la musica può regalare si ritorna tutti sulla terra,nella realtà,nella solitudine quotidiana,nelle problematiche di tutti i giorni,e magari per sentirsi meno soli ci si ferma a bere un buon vino rosso,a parlare con la barman o si finisce con gli occhi al cielo a cercare la luna,e a volte non c’è neanche quella.

 Antonio Monforte accompagnato all’album “Fuoco Nero” anche un libro edito da Algra Editore, nel quale si continua a parlare di musica ma c’è tanto altro… ci vuoi svelare qualcosa?

Cd,libro e una canzone del disco una sorta di trilogia chiamata Fuoco Nero,faccio il mio esordio come scrittore con questo racconto che esce in allegato al disco e che si riallaccia alla canzone Fuoco nero che racconta di due artisti trafficanti di emozioni forti che fanno il loro incontro in una notte qualunque in un locale del centro storico di Catania e iniziano una relazione senza baci ne carezze solo sguardi ,sussulti,di musica e parole,pause,silenzi,attese,rinunce appuntamenti dati e non dati,fino a che la parola diventa carne,su e giù dal vulcano che diventa il loro rifugio d’amore,ma non posso svelarti il finale……..

Oltre che artista sappiamo che Antonio Monforte è un grande appassionato di calcio  ed è per questo che non posso  non chiederti  una riflessione calcistica del momento

Ho sempre vissuto in bilico tra due passioni il calcio e la musica,infatti ho fatto per anni l’istruttore di giovani calciatori,sono un allenatore abilitato ma non esercito più,ho dovuto fare delle scelte sia per mancanza di tempo che per il semplice fatto che ero diventato un dr jekyll and mr hyde per intenderci,di pomeriggio in campo e la notte mi trasformavo con la chitarra tra le mani.la situazione del calcio in generale non è delle migliori da quando le tv hanno praticamente monopolizzato tutto e da quando le società di fondi e investimenti internazionali hanno iniziato a speculare nel mondo del pallone.Per quanto riguarda il Calcio Catania posso dirti che ci può stare la retrocessione o un periodo poco brillante,un ciclo che si chiude,perchè rientra nelle regole del gioco ma non è normale che la società non comunica con il proprio pubblico ,con la città,con i suoi appassionati trincerandosi in un assordante silenzio,è inaccettabile.

Tornando alla musica nuovo singolo estratto dal tuo Album “E non passa mai” … cosa non passa mai secondo te ??

Non passa mai il tempo,quando finisce una relazione importante,lo stesso tempo che scorre veloce quando le storie d’amore vivono il loro periodo più bello. E non passa mai racconta appunto di una storia che nasce ,si trasforma,di ciò che poteva essere e di ciò che è diventato,le circostanza della vita spesso ci allontanano dalle persone e così la distanza si crea un pochino per volta,silenzio dopo silenzio,giorno dopo giorno,magari cercando di fermare con le unghie e con i denti proprio quella distanza e non bastano le parole e poi finiscono anche quelle e il tempo non passa mai

Qual è adesso l’obiettivo di Antonio Monforte?

Io sono sempre in fermento continuo sviluppo osservo la vita attorno, mi nutro dei colori della montagna di giorno,i silenzi e il rumore della città di girono e di notte,ora arriva l’estate e ci godiamo il profumo del mare, bisogna raccontare ciò che succede scrivere in musica le emozioni.

Paola Quattrocchi

Catania 28-05-2015

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