In Israele alle 12 affluenza al 31,5%. E’ il dato più alto dal 1973
Roma, 27 ott. (askanews) – Secondo la Commissione elettorale centrale israeliana, a mezzogiorno l’affluenza alle urne si è attestata al 31,5%, in aumento rispetto al 28,4% registrato alla stessa ora durante le elezioni del 2022. Si tratta del tasso di affluenza più elevato a quest’ora dal 1973, anno delle prime elezioni tenutesi dopo la guerra dello Yom Kippur.
I seggi rimarranno aperti anche oltre le 22 qualora vi fossero ancora persone in fila per votare. Lo ha specificato Dean Livne, direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana. I seggi hanno aperto alle 7 (le 6 in Italia) e la chiusura è prevista per le 22 (in Italia le 21). “In molti seggi si sono formate delle code. Quando si registra un’elevata affluenza alle urne, è inevitabile che si creino delle file”, ha dichiarato Livne in un aggiornamento dal centro operativo della Commissione elettorale centrale presso la Knesset, così come riporta il Times of Israel.
Un uomo è stato arrestato dopo aver apparentemente tentato di accoltellare il leader del partito de I Democratici, Yair Golan, nel parco Mesila di Tel Aviv, riferisce il Times of Israel. Riportando quanto rappresentato dal partito, la scorta di Golan ha bloccato un uomo che si stava avvicinando al leader del
partito “in modo intimidatorio” durante un suo comizio elettorale. Un grosso coltello sarebbe poi caduto a terra dagli abiti dell’uomo, e il personale di sicurezza lo avrebbe placcato e ha allertato la polizia, che lo ha arrestato, aggiunge il partito. Golan ha sostenuto che l’incidente “è il risultato diretto della macchina avvelenatrice gestita” dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu “e dai suoi agenti qatarioti”.
“L’incitamento all’odio e la violenza non ci intimoriranno”, ha sostenuto Golan. In un comunicato, la polizia ha confermato di aver arrestato un sospetto. Un residente di Gerusalemme di circa vent’anni, in possesso di un coltello, ma ha negato che vi sia stato un tentativo di accoltellamento.
Adalah, il Centro legale per i diritti della minoranza araba in Israele, ha riferito di numerose segnalazioni di ritardi sistematici presso i seggi elettorali nelle comunità arabe. Yeela Raanan, membro di un team che monitora la regolarità delle elezioni nelle comunità beduine, ha riferito ad Haaretz di “numerose segnalazioni di gravi rallentamenti in molti seggi”, con “le persone che raccontano di dover attendere per ore, mentre il personale ai seggi impiega molto tempo per verificare l’identità di ciascun elettore”.
Haaretz ha inoltre appreso della presenza di agenti di polizia in diversi seggi all’interno di queste comunità. Secondo Adalah, gli agenti controllano l’identità degli elettori all’ingresso dei seggi, ritardandone l’accesso, mentre le commissioni elettorali rallentano le procedure di voto, ponendo agli elettori domande irrilevanti. In alcune località, riporta ancora il quotidiano, le commissioni avrebbero chiuso le porte dei seggi e sospeso le operazioni di voto, affermando che “la commissione è in riunione” o citando “errori nella gestione delle schede elettorali”.









