Giornata spreco alimentare, Iias: surgelati un aiuto per centrare target Ue
Milano, 27 set. (askanews) – Nonostante la crescente sensibilizzazione, in Italia lo spreco alimentare tra le mura di casa resta un problema diffuso: ogni settimana gettiamo oltre mezzo chilo (554 grammi) di cibo a testa, sebbene il dato sia sceso di 63,9 grammi settimanali rispetto al 2025 (-10,3%). A tal proposito in occasione della giornata contro lo spreco di cibo, l’Istituto italiano alimenti surgelati rileva come i cibi frozen possano rappresentare un alleato in questa “battaglia”, anche alla luce delle normative europee come la direttiva 2025/1892 che introduce per la prima volta obiettivi vincolanti di riduzione dello spreco alimentare (-10% per produzione e trasformazione, -30% pro capite per commercio al dettaglio, ristorazione e famiglie). Lo spreco di alimenti surgelati, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher per IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, è pari a 14,9 grammi pro capite settimanali, pari al 2,2% del totale che viene gettato.
“Lo spreco alimentare rileva un paradosso: in UE la disponibilità di cibo ha raggiunto livelli senza precedenti, ma viviamo anche una fase in cui una quantità significativa di alimenti viene ancora sprecata. In questo contesto, i prodotti surgelati si rivelano un aiuto prezioso grazie alle loro qualità intrinseche. Le verdure, ad esempio – fa notare Giorgio Donegani, presidente Iias – quando surgelate si conservano a lungo, sono disponibili tutto l’anno, non hanno scarti, sono già lavate, mondate e pronte per essere cotte e sono facilmente porzionabili, rendendo possibile consumare solo la quantità necessaria. Lo stesso vale per il pesce: quello fresco va consumato in fretta, mentre la surgelazione preserva a lungo gran parte dei nutrienti quali proteine, lipidi e Omega 3, come dimostrano recenti studi”.
Frutta e verdura sono da sempre tra gli alimenti che purtroppo finiscono più spesso nella spazzatura. I surgelati, al contrario, secondo i dati relativi al 2025, generano uno spreco inferiore del 37,6% rispetto alle verdure fresche e del 17,4% rispetto a frutta e verdura conservata in vasetto o barattolo.
Gli stessi vantaggi si traducono in un valore aggiunto per la ristorazione professionale: la Direttiva UE estende, infatti, l’obbligo di riduzione pro capite anche ai servizi di ristorazione, che potrebbero contare sui surgelati per garantire varietà di offerta, anche fuori stagione. Un contesto che a detta dei produttori di surgelati rende anacronistico l’obbligo di segnalare con l’asterisco i piatti a base di prodotti surgelati nei menù. Sempre in tema di revisione normativa, Iias segnala la necessità di una revisione dei limiti di impiego oggi stabiliti dai Criteri ambientali minimi (Cam) per le forniture di alimenti surgelati nella ristorazione pubblica. Anche lo Stato italiano è chiamato a far la sua parte per centrare gli obiettivi di riduzione dello spreco alimentare fissati dall’Unione Europea e un pieno utilizzo dei surgelati in ospedali, caserme, scuole, carceri e altre collettività pubbliche potrebbe essere d’aiuto.
Quando si parla di spreco alimentare, Iias ritiene si debba parlare anche della perdita di proprietà nutrizionali, come vitamine, composti bioattivi e altri nutrienti che dopo la raccolta o la pesca iniziano un processo di decadimento. La surgelazione rappresenta, invece, un metodo di conservazione per rallentare questi processi e presere le caratteristiche originarie del prodotto.









