Giappone, fumettista fa causa contro la riforma della Casa imperiale

Giappone, fumettista fa causa contro la riforma della Casa imperiale

Roma, 27 ott. (askanews) – Il celebre fumettista giapponese Yoshinori Kobayashi ha citato in giudizio lo Stato nipponico per chiedere l’annullamento della recente riforma della legge sulla Casa imperiale, sostenendo che le nuove disposizioni, che consentono l’adozione di discendenti maschi dei rami decaduti della famiglia imperiale, violano il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Kobayashi, noto anche per i suoi “manga” di carattere storico e politico, ha definito il provvedimento una “legge per escludere la principessa Aiko”, figlia dell’imperatore Naruhito.

Kobayashi è una figura influente e controversa del dibattito culturale giapponese. Divenuto famoso con il manga comico Obocchama-kun, dal 1992 ha utilizzato la serie Gomanism Sengen per intervenire su questioni storiche e politiche, spesso da posizioni nazionaliste e conservatrici. Sulla successione imperiale, tuttavia, è da anni in aperta polemica con la destra favorevole al mantenimento della sola linea maschile. In una serie di libri, tra cui Aiko Tenno-ron (“Teoria di Aiko Imperatrice”, ha sostenuto la possibilità che le donne salgano al Trono del crisantemo e, in particolare, la successione della principessa Aiko. Il ricorso nasce dalla convinzione che la riforma, anziché salvaguardare la monarchia, ne minacci la continuità, introducendo privilegi di nascita incompatibili con la Costituzione.

Il ricorso è stato depositato ieri al Tribunale distrettuale di Tokyo. Secondo quanto riferiscono le agenzie giapponesi Kyodo e Jiji Press, Kobayashi ha chiesto che la riforma venga dichiarata invalida e ha domandato un risarcimento di un milione di yen (5.700 euro) per i danni morali.

La legge, entrata in vigore il 24 ottobre, permette ai membri della famiglia imperiale di adottare uomini di almeno 15 anni, senza coniuge né figli, discendenti per linea maschile delle undici casate che persero lo status imperiale nel 1947, durante l’occupazione americana. Gli adottati acquisiscono entreranno di diritto tra i membri della famiglia imperiale, ma non potranno personalmente salire al trono, mentre i loro discendenti maschi avranno diritto diritto alla successione.

Secondo Kobayashi, riservare questa possibilità esclusivamente ai discendenti delle ex famiglie imperiali costituisce una discriminazione basata sull’origine familiare, vietata dall’articolo 14 della Costituzione giapponese. “La creazione di un nuovo sistema di caste è un problema gravissimo”, ha affermato il fumettista durante una conferenza stampa. La riforma, ha aggiunto, si fonda sull’idea che soltanto il sangue trasmesso dagli uomini abbia valore.

Il provvedimento permette inoltre alle principesse di conservare il proprio status imperiale dopo il matrimonio con cittadini comuni, ma non riconosce lo stesso status ai mariti e ai figli. Rimane soprattutto in vigore il principio che riserva la successione al trono ai soli discendenti maschi per linea paterna, escludendo quindi la principessa Aiko, unica figlia dell’imperatore Naruhito.

Attualmente, il primo nella linea di successione è il fratello minore dell’imperatore, Fumihito, principe Akishino, seguito dal figlio ventenne Hisahito. Quest’ultimo è l’unico membro della sua generazione a possedere i requisiti per salire al trono e sarà quindi, presumibilmente, il prossimo imperatore.

Il ricorso mette in discussione uno dei punti centrali della politica imperiale del governo conservatore della premier Sanae Takaichi, sostenitrice del mantenimento della successione esclusivamente maschile. Già durante i lavori di una commissione governativa di esperti erano stati sollevati dubbi sulla compatibilità del nuovo sistema di adozioni con il principio costituzionale di uguaglianza.

L’avvocato di Kobayashi, Rintaro Kuramochi, ha riconosciuto che ottenere una sentenza favorevole sarà difficile, ma ha sostenuto che il ricorso rappresenta l’unico strumento disponibile per sottoporre la questione a un giudice, in assenza di prospettive di una revisione parlamentare della legge.

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