Coldiretti: subito risorse Ue per salvare la produzione alimentare

Coldiretti: subito risorse Ue per salvare la produzione alimentare

Roma, 9 apr. (askanews) – Per contenere gli effetti della crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all’aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. E’ l’appello lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione al Palaercole di Policoro con tremila soci agricoltori, assieme al presidente Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e ai presidenti di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e di Coldiretti Calabria, Franco Aceto oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.

La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente, per Coldiretti “rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall’agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa”.

È fondamentale, sottolinea la confederazione agricola, l’esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets per evitare ulteriori distorsioni competitive. Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall’uso efficiente dell’acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio, ribadisce Coldiretti.

A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,51 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. E’ quini importante l’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d’imposta adottata per la pesca. Ma a pesare sono anche i rincari dei fertilizzanti, con l’urea che ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra. Il risultato è un aumento dei costi fino a 200 euro a ettaro per le aziende agricole italiane.

Un fenomeno che nel caso dell’agricoltura del Sud va ad aggravare i problemi già causati dai cambiamenti climatici. Dall’inizio dell’anno tre eventi estremi su quattro tra quelli verificatisi in Italia hanno colpito il Meridione e le Isole, tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento e di fulmini, causando gravi danni nelle campagne.

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