Cinema, a Roma la XXX edizione di Cannes a Roma Mon Amour

Cinema, a Roma la XXX edizione di Cannes a Roma Mon Amour

Roma, 4 lug. (askanews) – Dal 7 al 13 luglio 2025, il Cinema 4Fontane (via delle Quattro Fontane 23 – Roma) ospita la XXX edizione di Cannes a Roma Mon Amour, la rassegna che porta nella Capitale – in anteprima e in versione originale con sottotitoli in italiano – una selezione esclusiva di titoli direttamente dall’ultima edizione del Festival di Cannes.

Cannes a Roma Mon Amour è l’unica manifestazione italiana che offre la possibilità di assistere alla proiezione dei film appena presentati sulla Croisette, in un contesto pensato per valorizzarne l’identità artistica e culturale. La rassegna è realizzata da ANEC Lazio e Circuito Cinema, con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, il riconoscimento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, e il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia. Collaborano alla manifestazione la Quinzaine des Cinéastes, ANAC, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, con il supporto della Fondazione Cinema per Roma.

Il programma di questa edizione propone opere provenienti dalle diverse sezioni del Festival: Concorso ufficiale, Un Certain Regard, Quinzaine des Cinéastes e Proiezioni speciali. La rassegna presenta un totale di 13 titoli, di cui 12 lungometraggi e un cortometraggio, provenienti da 11 paesi diversi. Francia e Stati Uniti guidano la selezione per numero di produzioni, seguite da Belgio, Germania, Spagna, Italia, Canada, Cina, Camerun, Romania e Paesi Bassi. Tra i film premiati, Jeunes Mères dei fratelli Dardenne, vincitore del premio per la Migliore Sceneggiatura; La Petite Dernière di Hafsia Herzi, premiato per la Migliore Interpretazione Femminile; Sirat di Oliver Laxe, insignito del Premio della Giuria.

Nel Concorso ufficiale spiccano opere di grande forza narrativa e profondità politica, sociale ed esistenziale come Dva Prokurora (Due procuratori) di Sergei Loznitsa che trasporta il pubblico nell’URSS del 1937, al culmine del Terrore stalinista o The Mastermind con cui Kelly Reichardt racconta l’America marginale degli anni ’70, concentrandosi su un giovane disoccupato (Josh O’Connor) che pianifica il furto di alcune opere d’arte in un angolo remoto del Massachussets.

Fuori Concorso, Partir un jour di Amélie Bonnin racconta con grazia il ritorno forzato di una giovane chef nella provincia della sua infanzia. Dalla sezione Un Certain Regard arriva Le città di pianura di Francesco Sossai, film italiano che si è distinto sulla Croisette per delicatezza e profondità. Un road movie umano e affettivo tra un giovane studente e due uomini maturi alla deriva, che attraversano le pianure venete alla ricerca di senso, libertà e nuove connessioni emotive.

La Quinzaine des Cinéastes propone opere che rivelano la vivacità del cinema europeo contemporaneo. Classe moyenne di Antony Cordier riflette sulle tensioni sociali e sulle fragilità dell’identità borghese, con ironia e precisione. Enzo di Laurent Cantet e Robin Campillo, interpretato da Pierfrancesco Favino, è un ritratto toccante di un adolescente che sfida le aspettative della sua famiglia scegliendo la strada del lavoro manuale, tra cantieri, amicizie inattese e silenzi generazionali. Con Indomptables, Thomas Ngijol firma un noir camerunense teso e asciutto, che esplora le contraddizioni morali di un ispettore di polizia alle prese con il caos della città e i fantasmi della sua coscienza. Chiude la sezione La Mort n’existe pas di Félix Dufour-Laperrière, film poetico e radicale che mescola cinema e filosofia, materia e sogno.

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