Cina, Xi vuole una nuova Lunga Marcia: coesione attorno al Partito

Cina, Xi vuole una nuova Lunga Marcia: coesione attorno al Partito

Roma, 22 ott. (askanews) – Una nuova Lunga Marcia per realizzare la modernizzazione della Cina e la rinascita della nazione, sotto la guida di un Partito comunista unito attorno a una leadership forte e centralizzata, pronto ad affrontare le crescenti sfide interne e internazionali. E’ la linea politica tracciata oggi dal presidente cinese Xi Jinping, che ha utilizzato le celebrazioni per il 90mo anniversario della conclusione della storica Lunga Marcia dell’Armata rossa per ribadire la centralità assoluta del Partito nella conduzione del Paese e la necessità di prepararsi a nuove, difficili prove. Un messaggio ancor più rilevante, perché pronunciato a pochi giorni dal quinto plenum del Comitato centrale, in programma a Pechino dal 26 al 29 ottobre, che avrà al centro il rafforzamento della disciplina e del controllo politico sull’organizzazione.

Nel suo discorso alla Grande sala del popolo di Pechino, Xi ha individuato nella conferenza di Zunyi del gennaio 1935, che segnò l’affermazione di Mao Zedong alla guida del movimento comunista cinese, il passaggio decisivo per la sopravvivenza e la successiva vittoria dell’Armata rossa. “La grande vittoria della Lunga Marcia dell’Armata rossa fu resa possibile dalla corretta leadership del Partito”, ha affermato il presidente, secondo l’agenzia ufficiale Xinhua. Quella svolta, ha ricordato, permise di superare gli errori della precedente direzione politica e di salvare il Partito, l’Armata rossa e la rivoluzione cinese nel momento di massimo pericolo.

Il richiamo storico assume un preciso significato nell’attuale assetto politico cinese, caratterizzato dalla concentrazione del potere attorno allo stesso Xi. Il Quotidiano del popolo, in un commento pubblicato in occasione dell’anniversario, ha indicato nell’esistenza di un nucleo dirigente forte la principale lezione della Lunga Marcia, ribadendo l’importanza delle cosiddette “due affermazioni”: il riconoscimento di Xi come nucleo centrale della leadership del Partito e del suo pensiero politico come riferimento ideologico fondamentale. Il parallelo tra la centralità conquistata da Mao durante la rivoluzione e quella attribuita oggi a Xi appare così attestarsi come strumento di legittimazione dell’attuale struttura del potere.

La nuova Lunga Marcia, secondo Xi, consiste nel completamento della trasformazione della Cina in una potenza socialista moderna e nella realizzazione della “grande rinascita della Nazione cinese”. Un percorso che richiederà non soltanto sviluppo economico e progresso tecnologico, ma anche una crescente capacità di resistere alle pressioni esterne. “Di fronte a situazioni internazionali e interne complesse, dobbiamo avere il coraggio di lottare e saper lottare”, ha dichiarato il presidente, invitando il Partito, le forze armate e la popolazione a prepararsi ad affrontare “venti impetuosi, onde violente e persino tempeste pericolose”.

L’avvertimento si inserisce nel contesto delle tensioni strategiche con gli Stati uniti, della competizione tecnologica e commerciale, delle crisi attorno a Taiwan e delle dispute nel Mar cinese meridionale. Pur senza citare direttamente questi dossier nel discorso, Xi ha insistito sulla necessità di coordinare sviluppo e sicurezza nazionale, presentando la capacità di affrontare le difficoltà e di sostenere la competizione come condizioni indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi strategici cinesi.

La nuova mobilitazione politica dovrà accompagnarsi, nelle indicazioni del presidente, alla prosecuzione di una crescita economica di alta qualità, capace di produrre miglioramenti sostanziali e un’espansione quantitativa sostenibile, e all’accelerazione della modernizzazione militare. Xi ha ribadito l’obiettivo di trasformare le forze armate cinesi in un esercito di livello mondiale, confermando la necessità di raggiungere i traguardi fissati per il centenario dell’Esercito popolare di liberazione, nel 2027. Ha inoltre ribadito il principio del controllo assoluto del Partito sulle forze armate, accompagnato dal rafforzamento della disciplina politica e della preparazione operativa.

L’immagine della nuova Lunga Marcia non rappresenta una novità nella retorica politica di Xi, che l’aveva già utilizzata nel 2016, durante le celebrazioni dell’80mo anniversario, e nel 2019, nel pieno della guerra commerciale con Washington. Il suo rilancio assume tuttavia una particolare rilevanza nell’attuale fase politica, nel bel mezzo della più grande purga degli ultimi decenni nei confronti dei vertici militari, sostanzialmente decapitati dalle indagini sulla corruzione. Secondo quanto si è appreso negli ultimi mesi, 35 dei 205 membri titolari del Comitato centrale eletto nel 2022 sono stati sottoposti a indagine o privati del seggio nell’assemblea legislativa nazionale.

Il prossimo Plenum dovrà concentrarsi sul rafforzamento della governance interna e sull’applicazione di criteri più rigorosi nella disciplina del Partito. La coincidenza tra la commemorazione storica e l’appuntamento politico sottolinea il significato del messaggio lanciato da Xi: come la sopravvivenza dell’Armata rossa tra il 1934 e il 1936 viene attribuita all’affermazione di una guida politica riconosciuta e alla capacità di superare le divisioni interne, così la Cina contemporanea viene chiamata ad affrontare le sfide della modernizzazione e della competizione internazionale attraverso una maggiore coesione politica, una disciplina più severa e il consolidamento dell’autorità centrale rappresentata dallo stesso Xi.

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