Braga: ora Pd avanti unito in Parlamento, su migranti battaglia

Braga: ora Pd avanti unito in Parlamento, su migranti battaglia

Intervista ad Askanews: sono fiduciosa su tenuta interna partito, lavoro parlamentare comune opposizioni

Roma, 13 apr. (askanews) – Chiara Braga è capogruppo Pd alla Camera da un paio di settimane, è stata eletta per acclamazione a fine marzo. Ha davanti a sè due compiti non facili, considerando gli usi e costumi del Pd e del centrosinistra in generale: tenere insieme il gruppo parlamentare, nonostante una minoranza che mugugna perché rivendicava il posto da presidente, e provare a convincere le altre opposizioni – M5s e centristi – ad unirsi almeno su alcune battaglie comuni contro il governo. In questa intervista ad Askanews sul Pd si dice “ottimista”, perché “conosco la qualità e il valore di colleghe e colleghi”. Per quanto riguarda le altre opposizioni usa un po’ più di cautela: “Penso ci siano le condizioni per alcune battaglie comuni, ovviamente rispettando anche la dialettica che c’è in alcune forze in questi giornià Noi comunque non lasceremo nulla di intentato

Domanda. Quindi insisterete per provare a coordinarvi con M5s e centristi, almeno su alcuni temi? Risposta. “Questo è un obiettivo del Pd e penso debba esserlo di tutte le opposizioni, per rendere più incisiva la nostra azione rispetto alle scelte sbagliate di questo governo e a incalzarlo sulle questioni fondamentali come il Pnrr, priorità assoluta. E poi il lavoro: salario minimo, sicurezza sul lavoro – ieri è stata approvata la commissione d’inchiesta – e anche in generale su tanti altri fronti, dai diritti alle politiche sul fenomeno migratorio, alla difesa della sanità e della scuola pubblica. Penso ci siano tutte le condizioni per poter stringere già a partire dalle prossime settimane questo lavoro comune, ovviamente rispettando anche la dialettica che c’è in alcune forze di opposizione in questi giorni. Ma è priorità assoluta fare opposizione che sia percepita come utile al paese. Noi non lasceremo nulla di intentato”.

D. Lei e Boccia avete chiesto al governo di riferire in Parlamento sul Pnrr. Cosa bisognerebbe fare secondo voi? R. “Vogliamo chiarezza da parte del governo dopo voci discordanti che ci hanno allarmato molto nelle ultime settimane. Qual è lo stato di attuazione? Quali sono i ritardi più volte evocati da rappresentanti del governo? E vogliamo capire come si vuole porre rimedio. E su eventuali modifiche vogliamo capire quali progetti si vogliono rimettere in discussione, dove si vogliono spostare le risorse e avere chiarimenti anche sui fondi di sviluppo e coesione e sul ‘Re-power Eu’. Non bastano appelli generici alla responsabilità come quelli di Fitto. Siamo pronti a confrontarci perché pensiamo che il Pnrr sia la priorità, ma pretendiamo che il governo lo faccia in maniera trasparente e chiara in parlamento”.

D. Il ministro Fitto e la premier Meloni danno la colpa ai governi precedenti per i ritardi. R. “E’ un tentativo che non ha nessun fondamento. Abbiamo garantito il rispetto di tutti i target nella scorsa legislatura.Oggi, di fronte all’incapacità di dire come risolvere dei ritardi che ci sono stati, assistiamo a un tentativo di scaricabarile che non possiamo accettare. Non è degno di un paese serio cercare di confondere le acque. Sul Pnrr non faremo mai battaglie demagogiche come ha fatto la destra, ma pretendiamo discussione basata sui fatti e sulle responsabilità di questo esecutivo”.

D. Nel Def c’è il taglio del cuneo fiscale, non è una misura che piace anche a voi? R. “Per noi è sempre una notizia positiva quando si abbassano le tasse ai lavoratori. Quello che registriamo, però, è che la riduzione effettuata non è ancora sufficiente. Ma soprattutto mancano risposte all’altezza della situazione su temi prioritari, a partire da come rispondere alla richiesta delle regioni sui tagli alla sanità. Siamo davvero preoccupati per il rischio di perdere i fondi per le case di comunità, strutture essenziali per il sistema sanitario. Su questo non c’è nulla ed è una delle cose che ci preoccupa di più”.

D. Perché avete abbandonato i lavori sulla commissione Covid? R. “E’ molto grave quello che è successo sulla commissione Covid.Una chiara manifestazione di qual è la volontà della maggioranza: avere completamente escluso le regioni – che hanno una parte fondamentale nella gestione del servizio sanitario – è la testimonianza che si vuole usare la commissione d’inchiesta non per un serio lavoro di indagine, cosa che saremmo assolutamente pronti a fare – ma come arma di battaglia politica. Non possiamo condividere questo tentativo di strumentalizzare la tragedia del Covid, addirittura arrivando a mettere in dubbio l’efficacia cdei vaccini e ammiccando a posizioni ‘no-vax’”.

D. E’ scontro anche sui migranti, la scorsa settimana al Senato avete lasciato i lavori della commissione. Sarà battaglia anche alla Camera sul decreto che limita la protezione speciale? R. “Sì, intanto perché oltre a mostrare la faccia feroce e dichiarare uno stato di emergenza che non ha ragione di esistere questo governo dimostra di non avere le idee chiare su come gestire il fenomeno. Il ritardo nell’esame del decreto, la confusione sugli emendamenti, sono la prova di un governo senza visione. Non vogliamo che questo tema venga usato solo per generare allarme e propaganda, vorremmo ci fosse un atteggiamento molto più serio e responsabile. A partire da un ruolo che l’Italia invece non sta giocando a livello europeo”.

D. C’è un problema-La Russa? Gianni Cuperlo è arrivato a immaginare una sorta di aventino quando lui presiede l’aula al Senato? R. “Sono un problema le sue posizioni su un tema così importante come il riconoscimento della memoria storica – della verità storica! – sui fatti della resistenza e del fascismo. I colleghi senatori hanno giustamente preso iniziativa forte insieme a altre opposizioni (presentare una mozione di che impegna il Senato a rispettare la “verità storica” sull’antifascimo, ndr). Penso sia gravissimo che a legittimare tentativi di riscrivere la storia della nostra Repubblica, fondata sui valori dell’antifascismo, sia una carica istituzionale come il presidente del Senato”.

D. Sulle famiglie arcobaleno state preparando una proposta, ma i cattolici del Pd sono perplessi. Ci sarà un confronto interno sulla registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali? R. “Penso ci sia la necessità di mettere al primo posto la tutela dei diritti dei bambini e delle bambine e anche di dare corso a proposte che sono parte della linea uscita in maniera chiara dal congresso. Nei gruppi e nel partito ci sarà tutto lo spazio per una discussione che consenta a tutti di rappresentare e condividere le sensibilità e le posizioni. Ma di fronte al tentativo del governo di restringere i diritti fondamentali (impedendo la registrazione dei figli delle famiglie arcobaleno, ndr) il Pd ha dovere di esprimere una posizione molto chiara”.

D. La minoranza Pd ha espresso perplessità per la sua elezione.Non per un fatto personale, non era un’obiezione sul suo nome, ma reclamava il diritto di avere la presidenza del gruppo. Guerini ha parlato di “forzatura” sulle nomine dei capigruppo. E’ complicato il suo lavoro in un partito sempre “vivace” come il Pd? R. “Sono molto fiduciosa che questa fase possa davvero vedere un partito unito in Parlamento e nel paese nel lavoro di opposizione. E’ positivo avere un confronto anche franco al nostro interno. Ho molta fiducia non solo nei miei colleghi ma in tutto il gruppo dirigente del Pd. Per noi la priorità è contrastare le politiche di questa destra e lavorare per restituire un’alternativa credibile nel paese, cosa che secondo i sondaggi stiamo cominciando a fare. Sono fiduciosa che superato il momento del rinnovo, del cambio della guida dei gruppi, ci siano le condizioni per fare un ottimo lavoro. Sono ottimista perché ho fiducia nella qualità e del valore dei colleghi e le colleghe”.

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