Arrestato a Trento un suprematista 17enne

Arrestato a Trento un suprematista 17enne

Roma, 29 set. (askanews) – Era pronto a colpire. Fabbricandosi una bomba od usando un machete. Per questo un ragazzo di 17 anni, residente in provincia di Trento, è stato arrestato dalla Polizia di Stato. Il minore è indagato per il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’attività è stata eseguita dagli investigatori della Digos delle questure di Verona e di Trento, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. La misura cautelare è scattata nell’ambito dell’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, locale, domiciliare e informatica emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Venezia.

Le indagini della Digos di Verona – si spiega in una nota – sono iniziate nell’autunno del 2025 nell’ambito del consueto monitoraggio dei canali di estrazione suprematista il ragazzo arrestato si è particolarmente distinto per la marcata radicalizzazione ideologica ed una significativa proiezione verso la violenza. Inoltre – si aggiunge – ha più volte manifestato esplicita ammirazione per i cosiddetti “terroristi bianchi”, definendoli “eroi” e legittimandone le azioni con riferimenti alla “difesa della razza bianca”.

Nel medesimo contesto, ha altresì pubblicato numerosi contenuti di natura propagandistica e celebrativa riferibili al noto gruppo terroristico dell’Atomwaffen Division, distinguendosi – tra l’altro – nel ruolo di “Vice Capo” del gruppo di un noto social network “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, quale “referente operativo” deputato alla selezione di aspiranti aderenti alla community. Le indagini sull’assiduo frequentatore di chat e gruppi suprematisti hanno permesso di identificare l’utilizzatore dell’account. Ecco che è saltato fuori il 17enne, residente in provincia di Trento. Nel corso della perquisizione nella casa del minore, oltre a diversi vessilli neonazisti e suprematisti, sono state trovate numerose armi bianche ed oggetti atti a offendere (katane, machete e coltelli di varie dimensioni, balestre, pistole e fucili soft air) e fogli in formato A4 manoscritti con disegni, simboli ed emblemi.

L’analisi dei cellulari del giovane – si sottolinea – hanno consentito di individuare numerosi contenuti di interesse investigativo. In particolare, oltre a diverso materiale social di propaganda suprematista, accelerazionista e neonazista, sono stati acquisiti manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, un testo tradotto dal cirillico con indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive; ma anche una guida operativa per realizzare attentati terroristici con l’utilizzo di veicoli pesanti. A completare il tutto un elenco dei veleni mortali, manuali sul maneggio di armi da fuoco ed un documento con istruzioni e tecniche operative per il pedinamento, l’attacco e l’eliminazione di bersagli umani.

Durante l’attività è stato, inoltre, trovato il video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch nel 2019 da Brendon Tarrant, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare, e il manifesto Haters Handbook redatto dal collettivo terroristico MMC (Maniacs Murder Cult). Il ragazzo nelle chat e nelle conversazioni aveva espresso “seri propositi di immediato passaggio all’azione” – si spiega – con espliciti riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e violenze nei confronti di specifiche categorie di soggetti, tra cui “ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici”.

Per tutto questo il ragazzo è stato arrestato e portato nella C.P.A di Treviso. Nella mattinata di ieri il provvedimento è stato convalidato dall’autorità giudiziaria.

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