Arete: mercati agroalimentari in 2027 fragili, massima attenzione

Arete: mercati agroalimentari in 2027 fragili, massima attenzione

Roma, 30 set. (askanews) – Fattori climatici, produttivi, geopolitici, normativi e macroeconomici tutti concatenati, che pesano su mercati in cui gli episodi di volatilità si manifestano con maggiore intensità e rapidità, rendendo sempre più importanti le strategie di monitoraggio e mitigazione del rischio. Si è svolta oggi la XV edizione di Commodity Agrifood, l’appuntamento annuale organizzato da Areté – The Agri-food Intelligence Company insieme a Unione Italiana Food per analizzare l’andamento e le prospettive dei mercati delle materie prime agroindustriali. In presenza di una rinnovata incertezza geopolitica, normativa e macroeconomica, accompagnata da shock meteo sempre più frequenti e intensi, il 2027 si profila come un anno caratterizzato da un elevato rischio di volatilità per i prezzi delle materie prime agroindustriali.

I mercati dei cereali tornano a mostrare fondamentali più tesi, sostenuti non solo dal calo delle produzioni nelle principali aree esportatrici, ma anche dal rallentamento degli scambi, in particolare di mais e frumento, legato ai blocchi portuali nell’area del Mar Nero.

Anche mercati come zucchero, riso, latte e cacao, che nel 2026 avevano faticosamente avviato una ricostituzione delle scorte e registrato una correzione dei prezzi, sono attesi tornare in deficit, interrompendo il processo di “normalizzazione”. Le aspettative Areté per il 2027 confermano quindi massima attenzione: mercati ancora fragili e scorte in larga parte non ricostituite si confrontano con uno scenario climatico, economico e geopolitico che mantiene elevato il rischio di nuovi shock e non lascia intravedere un rapido ritorno alla stabilità dei prezzi.

Dopo una campagna di surplus e accumulo di scorte, il mercato globale dello zucchero è atteso tornare in deficit nel 2026/27. L’offerta si ridimensiona nei due principali esportatori: in Brasile, per il maggiore incentivo alla produzione di etanolo; in India, dove monsoni sotto le attese e inflazione elevata hanno portato al blocco dell’export e alla rimozione di parte dei dazi all’import. Anche in UE la produzione è prevista in calo di oltre 3 milioni di tonnellate, per minori superfici e rese penalizzate dal caldo. La minore disponibilità eroderà le scorte e aumenterà il fabbisogno di importazione. I prezzi stanno già reagendo al cambio di scenario: le quotazioni internazionali sono aumentate di oltre il 30% nel secondo semestre 2026, mentre i prezzi europei, dopo valori inferiori a 500 euro/t, hanno superato 600 euro/t. Minore offerta, maggiori importazioni e dollaro forte mantengono elevati i rischi rialzisti in UE.

Le quotazioni dell’etanolo destinato al beverage nel breve termine trovano supporto nella minor disponibilità delle materie prime (zucchero e mais in primis), in un contesto di offerta limitata e di ripresa stagionale della domanda. Tuttavia, nel corso del 2027 il previsto aumento della produzione globale e il progressivo sviluppo dei flussi commerciali legati agli accordi internazionali, dovrebbero aumentare la disponibilità di prodotto sul mercato europeo limitando il rischio di rialzi strutturali delle quotazioni.

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