Copa Cogeca: su futura Pac stabilite norme senza sapere bilancio

Copa Cogeca: su futura Pac stabilite norme senza sapere bilancio

Roma, 27 ott. (askanews) – L’accordo parziale sulla Politica Agricola Comune (PAC) post-2027 raggiunto ieri sera in Agrifish ha visto fare dei progressi su diversi punti tecnici controversi ma le questioni più fondamentali riguardanti il futuro dell’agricoltura europea rimangono irrisolte. Così in una nota il Copa e Cogeca che sottolinea come un accordo sulla PAC, “privo di chiarezza sul suo finanziamento, sulla sua natura comune e sulle modalità di attuazione, non è in grado di offrire le certezze di cui gli agricoltori e le cooperative agricole europee hanno urgente bisogno”.

Per le confederazioni europee mancano tre garanzie essenziali: preservare una PAC realmente comune; garantire un bilancio adeguato e dedicato, che mantenga il suo valore attuale corretto per l’inflazione; e assicurare le risorse promesse in due lettere dalla Presidente della Commissione europea, ovvero la quota del 10% destinata allo sviluppo rurale e le risorse legate alla revisione di medio termine, che dovrebbero essere vincolate e riservate al settore. “Ovunque, fuorché a Bruxelles, una situazione del genere verrebbe considerata del tutto assurda. Eppure, ieri, i ministri dell’Agricoltura hanno concordato le norme che regoleranno una politica senza sapere quali risorse finanziarie saranno disponibili per attuarla”, dicono.

Riconoscendo l’impegno della presidenza irlandese e i miglioramenti ottenuti rispetto alle proposte iniziali della Commissione europea, soprattutto sulle definizioni di “ettari ammissibili” e “agricoltore attivo”, sulla differenziazione del sostegno al reddito basato sulla superficie e sulle disposizioni relative agli agricoltori che cessano l’attività, Copa e Cogeca spiegano che le disposizioni riguardanti i controlli sui terreni a disposizione degli agricoltori, i requisiti di gestione aziendale e il relativo sistema di controlli e sanzioni continuano a destare serie preoccupazioni.

“Occorre inoltre affrontare la mancata esplicita valorizzazione delle cooperative agricole nel sostegno agli investimenti, così come le carenze nella gestione del rischio. Una riforma presentata come un’operazione di semplificazione non può tradursi in maggiore complessità, ulteriori controlli e una crescente incertezza per gli agricoltori”.

A seguito dell’adozione della Dichiarazione di Stoccolma il 15 ottobre, i membri di Copa e Cogeca restano pienamente mobilitati e ricordano che mentre il Parlamento europeo definisce la propria posizione, gli eurodeputati hanno ora la responsabilità cruciale di porre rimedio alle lacune delle proposte della Commissione. “I triloghi dovranno portare a correzioni sostanziali, non a semplici aggiustamenti marginali”, concludono.

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