UIL e FENAL UIL: “Ci saremo aspettati uno sblocca Catania”

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“Con lo SbloccaItalia del governo Renzi ci saremmo aspettati uno SbloccaSicilia, uno SbloccaCatania…. invece niente. Anzi, una sola cosa: il raddoppio ferroviario Palermo-Catania in una terra condannata a guardare da lontano l’Alta Velocità”.
Lo affermano i segretari territoriali di UIL e FENEAL UIL, Fortunato Parisi e Francesco De Martino, che poi aggiungono: “Al presidente del Consiglio, ma anche ai rappresentanti delle altre istituzioni politiche, affideremo come promemoria il dossier presentato insieme con le altre organizzazioni sindacali catanesi in occasione della grande Marcia dei Cappelli di Carta. Era il 31 gennaio. Da allora, un cantiere non è stato aperto. Intanto, l’Edilizia muore e vanno in fumo posti di lavoro”.
I rappresentanti delle due sigle sindacali si pongono quindi accanto a cittadini ed amministrazioni locali e sollecitano la realizzazione delle strade Libertinia-Licodia Eubea e il completamento della statale 284, Adrano-Bronte.
In materia di ferrovie, invece, chiedono che fine abbia fatto il progetto di raddoppio della Catania-Messina-Siracusa con relativo finanziamento miliardario datato 2003″.
Dito puntato poi sulle incompiute cittadine catanesi; quella che viene definita da Parisi e De Martino “la chimera chiamata Piano regolatore generale”, e poi ancora i ritardi nello sviluppo di corso Martiri della Libertà, gli appalti-lumaca per la Metropolitana oltre alla lunga attesa per il Piano urbanistico attuativo Catania Sud che, da solo, assicurerebbe lavoro a 500 operai edili per almeno due anni. Ed ancora il recupero del Palazzo di Cemento a Librino e la costruzione della cosiddetta spina verde al viale Moncada, oltre alla verifica della tenuta antisismica degli edifici pubblici (le scuole soprattutto) ad oggi solo abbozzata.

29 Agosto 2014