Quali garanzie sociali per gli anziani siciliani? I sindacati in Prefettura

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Gli anziani siciliani temono di perdere le già magre garanzie sociali, e quelli catanesi non fanno eccezione visto che solo a Catania, le sigle sindacali di Spi Cgil, Fnp CISL e Uilp UIL, hanno raccolto ben 20 mila firme di sottoscrizione all’iniziativa #Nonstiamosereni, contribuendo a recapitare un pacco di cartoline al giorno a Palazzo Chigi.

Obiettivo: chiedere al presidente Renzi l’estensione del bonus fiscale di 80 euro.

Ma dopo la dichiarazione augustana del premier, che ha allargato le braccia a tutti i nonni d’Italia per mancanza di fondi -si legge in una nota delle suddette sigle-, gli animi si surriscaldano e ieri mattina i segretari Carmelo De Caudo e Nicoletta Gatto (Spi e Cgil), Marco Lombardo e Giacomo Rogazione (Fnp Cisl) ed Enza Meli (Uilp UIL) sono stati ricevuti dal viceprefetto per discutere di tassazione locale”.
I rappresentanti sindacali hanno sottolineato “che la fiscalità di territorio è oramai diventata un balzello esorbitante; con la nuova Tasi, ad esempio, gli anziani pagano un tassa più alta della vecchia Imu sulla prima casa. Il viceprefetto ha compreso le rimostranze dei sindacati, così come il valore di tutte quelle firme raccolte e abbiamo ottenuto la garanzia che da Palazzo Minoriti partirà una lettera al governo nazionale per raccontare quali sono le reali difficoltà dei cittadini più anziani”.
Analoghi incontri, sempre nella giornata di ieri, si sono tenuti nelle varie prefetture siciliane.