“Più disoccupati e inattivi”: i dati della Cisl etnea alla vigilia dell’1 maggio

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Sette anni di crisi hanno messo a terra l’economia di Catania: 29mila disoccupati in più, 15mila inattivi in più, due punti in meno di tasso di occupazione.

È questo il quadro di emergenze descritto, alla vigilia dalla Festa del Primo Maggio, nel corso del consiglio generale della Cisl etnea ospitato dal Rettorato dell’Università di Catania.

A discuterne con Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl catanese, anche Mimmo Milazzo segretario generale della Cisl siciliana e il segretario confederale Maurizio Bernava, la platea di delegati, componenti di Rsu, Rsa e Sas della Cisl.

Nella relazione di Rosaria Rotolo, i dati citati non lasciano spazio a dubbi.

Celebreremo la Festa del Lavoro che non c’è –ammette– in tutti i settori, commercio, edilizia, agricoltura, servizi, formazione professionale, precari, teatri, call center. Ma dal privato al pubblico, l’emergenza non cambia. Gli enti locali sono bloccati dai tagli alla spesa e non sanno riorganizzare le risorse per garantire i servizi. Sono cinque i Comuni catanesi in dissesto e sette obbligati ai piani di rientro, tra cui Catania; l’80% dei 28 Ipab etnei, gli istituti pubblici di assistenza, è commissariato, e i 2100 lavoratori lamentano mancate retribuzioni da 5 mesi a 5 anni”.

Quest’anno a Pozzallo -poi aggiunge-, il Primo Maggio sarà anche l’occasione per sollecitare solidarietà e accoglienza ai migranti. «Perché l’integrazione può voler dire sviluppo e lavoro, perché i diritti vanno rispettati. Ma la Festa del Lavoro assume un significato particolare in una Sicilia i cui territori sono penalizzati da una classe politica e amministrativa priva di una visione strategia adeguata. E ne sono prova i ritardi nella programmazione della spesa dei fondi europei ».

Eppure a Catania non mancano le eccellenze. “Attorno alla microelettronica, alle nuove energie, alla farmaceutica, ai centri di ricerca –sottolinea ancora– è possibile costruire nuovo indotto e opportunità per il lavoro ma si devono risolvere i nodi del credito e dell’energia, quest’ultima lasciata colpevolmente priva di un piano regionale”.

Questi i dati resi noti:

OCCUPAZIONE

2007: 309mila

2014: 292mila (-5%)

Tasso occupazione 2014: 38,9%

DISOCCUPAZIONE

2007: 40mila

2014: 69mila

INATTIVI

2007: 368mila

2014: 383mila (+4%)

IMPEGNO INVESTIMENTI PROVINCIA REGIONALE

2012: 294 milioni

2014: 94 milioni

COMUNI

In dissesto: 5, Aci S.Antonio, Caltagirone, Palagonia, Santa Venerina, Scordia

Piano di rientro: 7, Catania, Giarre, Riposto, Tremestieri Etneo, Militello, Mirabella Imbaccari, S.Maria di Licodia.

30 aprile 2015