Operazione “I Vicerè”: decapitato il clan mafioso Laudani

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“I Vicerè”, questo il nome della maxi operazione antimafia eseguita oggi a Catania: 109 in tutto gli arresti, principalmente legati al clan mafioso Laudani. Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e traffico di stupefacenti e porto illegale di armi. Catania, Giarre, Paternò le zone battute dalla cosca al cui vertice, secondo l’organigramma ricostruito dai Carabinieri, si trovavano tre donne che si occupavano della gestione della cassa comune e del sostentamento economico delle famiglie degli affiliati detenuti. Oltre 100 gli omicidi commessi dalla cosca Laudani sin dai primi anni ’80, tra gli altri l’assassinio del noto avvocato penalista Serafino Famà avvenuto il 9 novembre 1995. Estorsione, usura, traffico di droga e rapina le attività illecite nelle quali il clan era impegnato i cui proventi venivano reinvestiti in commercio all’ingrosso di carni, acquisti di terreni, anche all’estero, imprese edili e commerciali. Oltre che a Catania il gruppo operava nel quartiere Canalicchio e in tutto l’Hinterland catanese: San Giovanni la Punta, Acireale, Giarre, Zafferana Etenea, Piedimonte, Caltagirone, Randazzo, Paternò, San Gregorio, Acicatena, Mascali e Viagrande. Caratterizzazione allarmante emersa e riscontrata nel corso delle indagini riguarda anche la capacità del clan Laudani di infiltrazione in apparati istituzionali.

 

Enrica Sinesio

10.02.2016