Catania: Teatri, manifestazione dei dipendenti davanti la prefettura

foto teatri

I dipendenti del teatro Stabile di Catania non hanno ricevuto contributi per il 2014, e quelli del teatro Bellini non vengono pagati da 5 mesi.

Una situazione delicata per la quale i dipendenti, affiancati dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Spettacolo, Fials e Libersind di Catania, hanno manifestato stamattina in via Etnea di fronte la prefettura in occasione della discussione sulla manovra finanziaria bis in corso al Governo della Regione.

Sindacati e lavoratori sperano nella rapida approvazione della manovra di oggi che, alle condizioni date, meno il 20% delle somme previste dalla precedente manovra impugnata dal commissario dello Stato, potrebbe permettere quantomeno il pagamento delle mensilità ai lavoratori, comprese quelle arretrate.

“Se la manovra non dovesse passare ‒ha affermato Antonio D’Amico, segretario generale Fistel Cisl e dipendente violinista‒ fino a dicembre non si farà nulla. Quindi i teatri, Bellini e Stabile, saranno costretti a chiudere”.

I dipendenti, stremati come sono, sono pronti a tutto. E questo preoccupa i sindacati.

“Con questa manifestazione ‒ha spiegato il segretario generale Fistel Cisl‒ vogliamo lanciare un grido d’allarme alla prefettura perché la rabbia dei lavoratori è ingestibile, e soli come siamo, non possiamo garantire la sicurezza. Se i lavoratori decidono di salire sui tetti, come è accaduto un mese fa quando venti sono saliti sul tetto del Teatro San Giorgi bloccando per tre giorni il teatro, non sapremo cosa fare perché non possiamo più fare nulla”.

I 253 dipendenti stabili e 40 stagionali dei teatri, di prosa lo Stabile e di opera il Bellini, sperano nell’approvazione di questa manovra che però non risolverà del tutto i problemi.

“La manovra ‒ha detto Massimo Ruta, segretario aziendale Ugl spettacolo‒ garantirà, se dovesse passare, gli stipendi fino a giugno. Ma questo in realtà è il problema minore perché è un palliativo visto che la finanziaria verrà discussa forse a luglio. Il problema più grande riguarda il futuro. Da luglio in poi e il prossimo anno cosa accadrà? Ogni anno è sempre la stessa lenta agonia. I contributi vagliati in quattro anni e mezzo dalla Regione sono stati del 60 per cento. La Regione deve capire una volta per tutte il motivo per cui ha istituito questo ente. Si tratta di un ente strategico per la cultura ed è utile? Rispondendo a questa domanda si potranno risolvere tutti i problemi. Se ritiene che sia utile allora deve metterci nelle condizioni di poter lavorare. Se invece ritiene che non lo sia, e quindi vuole chiuderlo, deve prendersi la responsabilità di farlo”.

Nelly Gennuso