Catania: Codacons lancia allarme farmaci per l’osteoporosi

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L’indagine condotta di concerto fra l’Autorità Giudiziaria e il servizio farmaceutico dell’ASP di Catania ha portato alla segnalazione alla Corte dei Conti di ben 937 medici di famiglia della provincia (praticamente la quasi totalità) per gli eventuali profili di danno erariale e di responsabilità amministrative e quindi per eventuali procedure di rimborso. Il Codacons lancia l’allarme per la situazione che si è venuta a creare e getta sospetti anche nel merito delle indagini, in quanto ci sarebbero state “gravissime lacune metodologiche frutto di scarsa conoscenza tecnica delle modalità prescrittive di questi farmaci che sottostanno ad una nota limitativa dell’AIFA, la nota 79 appunto”, si legge nella nota del Coordinamento.

I medici, ovviamente impauriti e condizionati da queste indagini, disorientati da un servizio farmaceutico dell’ASP che appare confuso e contraddittorio nelle disposizioni impartite ai medici in queste ultime settimane, si sono bloccati nelle prescrizioni di questi importantissimi farmaci per l’osteoporosi.

Questi farmaci, ricorda Codacons, non servono a curare i dolori ma servono a fermare una malattia con un impatto epidemiologico enorme e che è spessissimo causa di morte per le complicanze fratturative che comporta, specie nelle persone anziane.

Il Codacons preannuncia che su questo tema chiederà il pronto intervento dell’Assessore alla Salute regionale, dei sindaci di tutta la provincia di Catania e dell’Autorità giudiziaria per individuare i responsabili di questa campagna terroristica nei riguardi di questo importantissimo presidio farmacologico, a difesa dei professionisti lesi da ipotesi che mettono in dubbio la loro professionalità, ma anche e soprattutto dei pazienti che necessitano di cure contro l’ osteoporosi.

Si chiederà altresì, come già preannunciato, un immediato incontro con il nuovo Direttore Generale dell’ASP di Catania Dott.ssa Ida Grossi per eventuali provvedimenti di natura regolatoria che rasserenino gli animi dei medici di famiglia ed evitino gravi problemi di salute ai cittadini.

2 Febbraio 2015