Catania. Caso Candelora sotto casa di un boss. Interviene la diocesi

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Festa di Sant’Agata 2015. Il caso della Candelora, il cereo dei fruttivendoli, che avrebbe sostato e si  sarebbe “annacata” davanti la casa di un presunto boss affiliato a un clan mafioso, fra via Plebiscito e via Torre del Vescovo è balzato ultimamente anche nella cronaca nazionale. Sono stati avviati vari accertamenti, e secondo il dirigente del cereo non si conosce chi abitava in quei paraggi. Ma il cereo ha sostato da quelle parti perché proprio li vi è un altarino dedicato alla Santa. In questo contesto, arriva anche la nota della diocesi che prende le distanze dalla vicenda: “Restiamo colpiti e rattristati per l’enfasi data dai mass-media locali e nazionali alla vicenda di una delle candelore. Vicenda che vede indebitamente coinvolti tutti, Chiesa e Città, quando le immagini e le parole riguardano non solo la candelora in questione, ma il volto della stessa Agata, della Chiesa, di quanti si impegnano perché sia un tempo di vera festa religiosa. Riteniamo indispensabile, pertanto, rimarcare ulteriormente che la Basilica Cattedrale di Catania non ha nulla a che vedere con l’organizzazione, la gestione, il giro, gli spostamenti e le soste delle candelore, e la scelta dei loro portatori. Inoltre, affermiamo con forza il nostro impegno per la legalità e contro ogni forma di “inchino”, che non sia riservato esclusivamente a Dio e ai suoi santi.

10 Febbraio 2015