Caso S. Michele di Ganzaria: il vescovo Peri sospende tutte le processioni

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A seguito dei fatti accaduti a San Michele di Ganzaria, in occasione della processione del Cristo morto, lo scorso venerdì santo, e delle notizie diffuse dagli organi di stampa, mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, ha deciso di sospendere temporaneamente tutte le processioni, nel piccolo e antico centro del Calatino.

Dopo quanto avvenuto è necessario fermarsi -afferma tra l’altro in una nota mons. Peri-. La magistratura farà chiarezza sull’intera vicenda. È evidente, però, che sotto il profilo pastorale sia necessario riflettere su quanto è successo e impegnarsi con le azioni dovute ed appropriate, in particolare per non ferire ulteriormente la devozione autentica e l’accoglienza delle quali la comunità sammichelese ha sempre dato prova. La deviazione della processione, quasi con una sollevazione popolare; le aperte critiche contro il parroco che sarebbe stato colpevole di non avere rispettato la tradizione; le voci che ne sono seguite… attendono adesso la loro chiarificazione per essere, pastoralmente, riorientate al fine di evitare il ripetersi di simili accadimenti ed evitare degenerazioni e abusi”.

Per ovviare alle criticità degli anni precedenti, viene poi precisato, il parroco, il Consiglio pastorale e il Comitato, sentita anche la comunità, avevano deciso di ridurre il percorso della processione, tagliando tutti quei tratti che presentavo delle difficoltà (come ad esempio la salita al Carmelo e le altre strade eliminate rispetto al percorso tradizionale, tratti partecipati da pochi; la strada statale che non si può occupare per tempi prolungati), nel tentativo di favorire una partecipazione attiva e consapevole in un clima di silenzio e di preghiera. Tale decisione, com’è obbligo e prassi, è stata comunicata ai Carabinieri, al sindaco e all’Amministrazione comunale che ne hanno preso atto e l’hanno attuata.

Nel momento in cui i portatori hanno deviato dal percorso stabilito il sindaco (che si è tolta la fascia) e il parroco non hanno più seguito la processione, dissociandosi da quanto stava accadendo e affermando che quei percorsi non erano autorizzati.

Sui passaggi “incriminati” faranno adesso luce le autorità competenti.

30 marzo 2016