Buttafuoco: “Voglio fare una campagna lettorale”

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“Voglio fare una campagna lettorale” ha dichiarato a gran voce lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, ieri al centro Zo, a Catania per presentare il suo libro “Buttanissima Sicilia”.
Ruggero Razza ha moderato e introdotto il declino culturale e politica della Sicilia. A partire da qualche considerazione sulla città di Catania dove le luci delle botteghe si spengono per sempre a vista d’occhio, e magari le storiche biblioteche vengono sostituite da attività come “compro oro” o “casinò virtuali”.
Come mai, quindi, la culla della cultura, l’isola crocevia di civiltà è diventata nelle parole di buttafuoco “fogna di potere”?

Interviene l’on. D’alia: in Sicilia lo spaccamento fra destra e sinistra e ance al loro interno ha desertificato l’ambiente e i luoghi della politica, per questo c’è voglia di discutere di Sicilia, del suo ambiente e della sua cultura.
Il Magistrato Massimo Russo ha descritto il libro del giornalista in “chiave di lettura edipica”, un urlo disperato di sofferenza, una lama che taglia un tessuto putrido. E avverte, anche lui, dal fiorire di modelli antimafia che poi alla fine si configurano e si strutturano come o peggio della mafia stessa.
Nello Musumeci non usa mezzi termini per dissentire in parte dalle argomentazioni di Buttafuoco. “Non condivido molte cose, come quelle del commissariamento, sono contrario perché la sicilia è la regione più commissariata di Italia. Non sempre quando c’è democrazia, i risultati arrivano. È la logica dei numeri invece”
Il vero fallimento, prosegue Musumeci, è stata la gestione fallimentare dell’autonomia. Buttanissima dice Musumeci perché è una terra ruffiana. “Sappiamo essere protagonisti solo di noi stessi. È una terra che sa svendersi e adattarsi al potente di turno. Tuttavia il testo si propone come lo specchio di ognuno di noi”.

Buttafuoco con fare teatrale, disperato e ribelle, ha sottolineato lo stato di emergenza: “Il fatto è che noi viviamo un’emergenza vera. Ho fatto detto scritto cose che voi già sapete. Quello che abbiamo davanti gli occhi”. Sottolinea il senso di spaesamento e di vuoto dell’entroterra siciliano: “Ci sono i paesi dell’entroterra che sono disperati di vuoto”. Immancabile Ode anti crocettiana: “Ha costruito l’alibi della sua omertà sul politicamente corretto” “Si parla tanto di rottamazione, urla “rottamate Crocetta. Devo gridare troia per fare capire le cose, perché non gliene frega niente a nessuno, come a Renzi”. E sul premier prosegue:“Renzi non mette piede in Sicilia perché non sa con chi farsi fotografare”. Alla numerosa platea Buttafuoco ha cercato di spiegare il senso dell’aggettivo provocatorio associato all’isola siciliana. Un excursus, una critica tagliente ma lucida degli ultimi anni siciliani, quelli della mafia “La mafia è un pesce e l’acqua in cui nuota questo pesce è lo statuto speciale”, ma anche dell’antimafia, dell’emergenza, quella reale che riguarda i giovani, i disoccupati. La soluzione? Commissariare la sicilia e fare a meno di quell’autonomia che è stata tanto mal gestita e prenderci il futuro.

Conclude infine lo scrittore: “E la Sicilia è anche quel posto dove da Palermo per andare a Catania entri in stazione fai il biglietto per prendere il treno, ma poi prendi l’autobus, proprio li accanto, perché quel treno non partirà mai”.

Alessia Zuppelli