Addiopizzo Catania: firme per certezza della pena

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“Come associazione siamo profondamente garantisti. Il principio della rieducazione del reo va applicato in concreto e non solo sulla carta ma non siamo per il carcere a tutti i costi “. Ci tiene a precisarlo Salvo Fabio attivista di Addiopizzo Catania in apertura della conferenza stampa per la presentazione della petizione sulla certezza della pena, “non vogliamo sembrare forcaioli”. Una petizione in 10 punti, dei principi cui Addiopizzo ha dato formulazione giuridica ma “non è una proposta di legge  - precisa l’associazione – quel compito spetta al legislatore”.

Un progetto di riforma in materia di certezza della pena, già depositato alla Camera dei Deputati e al Senato, che arriva dopo 10 anni di volontariato sul territorio, soprattutto nelle scuole. Nasce dall’esigenza di  dare riposte a ragazzi e studenti sul nostro sistema processuale e penitenziario ma non è una proposta fatta di pancia, “le nostre competenze tecniche sono valide, non ci siamo improvvisati perché  non volgiamo che la nostra idea di cambiamento rimanga uno slogan”. Sollevare un dibattito sull’argomento è l’obiettivo principe dell’associazione antiracket, come ha dichiarato la presidente Chiara Barone: “Sappiamo che alcuni punti della nostra bozza di riforma saranno difficilmente applicabili, in particolare quello sull’obbligo di risarcimento del condannato latitante per le spese sostenute dallo Stato per la sua cattura, ma l’importante è che la società civile e le istituzioni comincino a farsi certe domande. Vogliamo soprattutto che i mafiosi non possano usufruire di nessuno sconto o beneficio processuale o penitenziario”.
Nella sede di Via Grasso Finocchiaro, ex bene confiscato alla mafia, Addiopizzo chiede la partecipazione dei cittadini, un coinvolgimento concreto, attivo, non  superficiale: “Non ci interessano i like su Facebook” ha ribadito Salvo Fabio. Il progetto, infatti, è anche una petizione on line sul sito www.addipizzocatania.org e sulla piattaforma Change.org; lo scopo è raccogliere 50mila firme oltre a quelle dei numerosi testimonial dell’iniziativa: Claudio Fava, Manfredi Borsellino e Michele Cocuzza alcuni dei nomi.
“Non abbiamo la pretesa di cambiare il sistema in poco tempo – ha dichiarato Chiara Barone – ma non vogliamo che le pene rimangano sulla carta. Il nostro ruolo è quello di sollecitare le istituzioni”.
Enrica Sinesio
22.Aprile.2016