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“Fabrizio Frizzi , un sorriso indimenticabile”

Abbiamo Intervistato il Cav. Michele Recca Amministratore di Radio Studio 90 Italia e già fondatore di Teletna e responsabile della pubblicità.
“La prima volta che lo vidi mi colpirono subito la sua folta chioma, i suoi modi
gentili e amichevoli e, soprattutto, un gran sorriso, quello che lo ha contraddistinto
per tutta la vita”.
Il cav. Michele Recca, editore e fondatore della storica emittente radiofonica “Studio
90 Italia”, dopo aver appreso la notizia che pochi giorni fa ha intristito e scosso tutto
il mondo della tv e non solo affonda nei ricordi e torna indietro nel tempo. A tanti,
tanti anni fa, quando Fabrizio iniziò a muovere i primi passi in quella che poi diventò
la sua amata professione.
Cavaliere, quando conobbe Frizzi?
“Sentii parlare la prima volta di lui nel 1982 da mio fratello Pippo, presidente di
Teletna. Mi disse che a Roma aveva parlato col padre, noto distributore
cinematografico, e gli aveva presentato il figlio Fabrizio di cui già allora si diceva
un gran bene e si immaginava un futuro ricco di soddisfazioni. Mio fratello mi
propose di farlo collaborare. Io mi occupavo di pubblicità insieme al mio socio
Eugenio La Rocca, gran signore e persona perbene; ne parlai subito con lui e
accettammo di provare invitandolo a Catania”.
Pochi giorni dopo lo incontrò per la prima volta!
“Proprio così. Andai a prenderlo in aeroporto. La prima volta che lo vidi notai un
bel ragazzo, alto e prestante, che presentandosi mi fece subito un gran sorriso
trattandomi con tanta affabilità e gentilezza, come se fossimo grandi amici”.
Che programma ideaste per lui?
“La trasmissione si chiamava “Direttamente Insieme”. Si trattava di un gioco
telefonico che ideai attingendo ad un passatempo della mia infanzia. Una sorta di
gioco delle tre carte. Realizzammo così un grande tabellone suddiviso in 49 caselle;
dietro ognuna di queste erano nascosti dei premi. Il telespettatore che partecipava
doveva chiamare in sequenza i numeri e quindi accoppiare i premi in maniera
corretta per vincerli. Si poteva vincere persino un televisore. Proponemmo il gioco a
Fabrizio che, fino ad allora, aveva solo fatto programmi per ragazzi e non si era mai
cimentato con la diretta tv. Nonostante il comprensibile timore iniziale accettò con
entusiasmo e il programma, una volta a settimana, andò avanti per circa sei mesi”.
Diventò un successo di Teletna..
“Si, proprio così. Sia i telespettatori che gli stessi sponsor interpellati col trascorrere
del tempo partecipavano in maniera sempre più numerosa ed entusiasta,
decretandone il successo. Il merito era anche di quel ragazzone bravo e sorridente
che conquistava tutti con la sua simpatia”.
Quello condotto da Fabrizio Frizzi non era il solo programma di successo a quel
tempo!
“No. L’emittente proponeva tanto altro ancora; tra i tanti programmi realizzati ricordo: Teletna Mare,
Gran Bazar condotto da Giovanna, Domenica Amica con l’allora ottantenne Nunzio
Filogamo. Mio fratello Franco Recca invece che si faceva chiamare Accer: Il campanile d’argento, condotto da
Carlotta Zermo e Rodolfo Bandieramonte; “Il Giorgiocone” condotto da Giorgio
Cinelli, sempre con Natale Zennaro al mixer. Ricordo con grande piacere i
cameramen, Giovanni Tomarchio, Santo Bottino e il tecnico delle luci, il bravo
Nunzio Meli”
Ma torniamo a Fabrizio.
“Conservo sempre un ricordo stupendo di questo ragazzo. Ogni volta che lo
accompagnavo dall’albergo all’aeroporto voleva fare una breve sosta in televisione.
Passava dalla regia dove c’era Natale, che curava la regia video del programma; da lui si
faceva dare delle cassette con la trasmissione registrata che, poi mi confidò, faceva
vedere ad un suo conoscente che già allora collaborava con la Rai. Un certo
Michele, che soltanto in seguito scoprii, aveva per cognome Guardì, diventato
anch’egli col tempo una colonna dei programmi Rai”.
Dopo quel periodo non rivide più Frizzi?
“Lo rividi a Giardini Naxos, al Premio Regia Televisiva con Daniele Piombi.
Era già un presentatore affermato. Aveva i capelli più corti e rideva molto meno
(prima lo faceva spesso, ad ogni battuta, e proprio per questo noi lo invitavamo a
contenersi di più). Proprio quelli legati a Fabrizio sono tra i più bei ricordi che
conservo di Teletna”.
Il cavaliere Michele Recca si lascia quindi andare alla nostalgia: “Negli ultimi tempi
Fabrizio sapeva di avere un male incurabile (un tumore non operabile); avrebbe
potuto restarsene a casa a curarsi ma scelse invece di continuare a lavorare, con la
professionalità, il sorriso e il garbo di sempre. Una forza e un temperamento
incredibili che non dimenticherò mai. Ciao Fabrizio”.
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