LA RAGAZZA CON LA VALIGIA
Incontro Renata Scicali, di passaggio a Catania, in una splendida mattina di fine estate.
Quella che mi si presenta davanti è una giovane donna, minuta ma energica. Lo dicono i Suoi muscoli contratti ed il Suo parlare muovendo ogni fibra di quello che, a primo acchito, potrebbe sembrare un corpo fragile ma che, in realtà, rivela una personalità forte, presente nel “qui ed ora” che permea ogni Sua frase, ogni Sua riflessione, ogni Suo ricordo.
Pittrice e designer di fama internazionale, Renata si presta volentieri a soddisfare la mia curiosità, rispondendo in maniera concisa ma non per questo meno partecipe. Ciò mi dice subito molto della mia interlocutrice, donna dai pochi fronzoli che mira all'essenziale sia nella vita che nell' arte.
D. Renata di Te sappiamo che nasci a Catania, classe 1963, da una famiglia benestante e di nobili origini. Di quali privilegi hai goduto?
R. Certamente di tanti privilegi che poco hanno avuto, però, a che fare con i beni materiali ma sono stati di carattere culturale. L'appartenenza ad un certo tipo di famiglia mi ha permesso di frequentare scuole esclusive studiando, ad esempio, da subito una seconda lingua, cosa non proprio frequente quando io ero ragazza. Ciò mi ha agevolato. Così come mi ha aiutato frequentare il variegato e stimolante mondo dell'arte, del cinema e della musica.
D. So che per Te, grande importanza hanno rivestito, in particolare, le figure dei Tuoi nonni materni. Tuo nonno Vincenzo, ricordo, che fu Ambasciatore italiano negli Stati Uniti e che, da grande cultore ed amante del cinema internazionale, divenne socio di Charlie Chaplin nella famosa Metro Goldwin Mayer.
R. Si. Tanta simpatia e tanta gratitudine per i miei nonni che amavano circondarsi di gente di cultura e di spettacolo. Mia mamma, ad esempio tanto per raccontartene una, fu battezzata dal grande Vittorio De Sica. Nonno, poi, diversificò questo amore per la cinematografia e. a Catania, aprì varie ed importanti sale cinematografiche.
D. Dopo un'infanzia ed una adolescenza, vissute all'insegna dei privilegi, a soli 17 anni la vita Ti presenta il conto e rimani sola in seguito a svariati lutti che decimano la Tua famiglia. Mi chiedo come abbia fatto una ragazza, fino allora vissuta nella bambagia, ad affrontare il periodo piu' buio della Sua vita?
R. L'ho affrontato...punto! Non so come. Forse bisogna trovarsi in certe situazioni. Mi sono arrampicata su quella base solida che mi avevano dato i miei e da quella prospettiva ho guardato avanti per cercare di raggiungere quelli che erano i miei sogni. Volevo affermare un mio proprio stile ed è per questo che, dopo la parentesi universitaria, ho fatto i bagagli e sono andata via da Catania. Certamente, fino a quel momento, avevo vissuto in una sfera di cristallo ma quei terribili accadimenti mi hanno permesso di aprire un nuovo occhio sulla realtà e di diventare piu' forte, cercando di affermare me stessa senza vivere di luce riflessa. Questo, va da sé che, con il tempo, mi ha molto aiutato.
D. Diplomata all'Istituto d'Arte, ad un certo punto, rimani folgorata dalla pittura e fondamentale è stato il Tuo incontro con il grande Nino Mustica, prima Tuo docente a scuola poi Tuo Maestro.
R. Si, dopo il diploma e dopo tre anni di Giurisprudenza in regola, tra l'altro, con il piano di studi ...ricordo che il mio professore di Diritto Privato, vedendomi tratteggiare i ritratti degli altri professori, mi disse che ero sprecata lì... ho lasciato tutto ed ho seguito Mustica a Milano cominciando a frequentare l'Istituto europeo di design.
D. Da profana, Renata, quale tipo di pittura è la Tua? Mi pare che ci sia particolare attenzione per il colore, no? Documentandomi in vista di questa intervista, ho saputo che Ti rifai agli avanguardisti russi del 900: in Te, infatti, c'è la negazione della forma a beneficio del colore.
R. Si, c'è una sottrazione di forma. Devo dire che, prima di arrivare a ciò, sono passata attraverso l'esperienza dell'arte figurativa. Nel figurativo, proprio, si va a sottrarre quella che è la forma. Gli espressionisti esprimono emozioni, stati d'animo... anziché imprimere sulla tela ciò che li circonda.
Volendo riportare la conversazioni su binari meno impegnativi e piu' consoni alla mia personalità, temendo di essere schiacciata da cotanta profondità, chiedo a Renata che genere di musica ascolti. Mi aggrappo alla certezza che anche quella sia una forma d'arte. Renata, con i Suoi grandi occhioni blu, mi risponde di non preferire un tipo di musica rispetto ad un altro. Sono vari i generi che ama e tutti corrispondenti ad un preciso stato d'animo, ad una fase della vita. Mi cita il bravo cantautore ed eccelso chitarrista Alex Britti che, con il Suo pezzo “Oggi sono io”, rappresenta la colonna sonora di questo periodo della vita della bella pittrice metà catanese e metà palermitana....per intero cittadina del mondo. Senza scomodare Freud, va da sé che è un periodo in cui Renata vuole affermare ancora di piu' il Suo “essere” in un momento delicato e difficile della Sua vita. Un momento in cui si trova a combattere per la qualità della Sua vita. Ma a me, da romantica, piace pensare che ciò sia legato anche all'organizzazione della prima mostra che, tra qualche mese, la vedrà protagonista nella Sua città d'origine dalla quale è andata via proprio per potersi affermare in quanto individuo. Chiacchierando di musica, Renata ricorda con una punta di sano e giusto orgoglio gli oltre 24 anni di danza, anch'essa...ci tiene a specificarlo... altissima forma d'arte.
Oggi...dice... dopo aver cambiato città, indirizzo di studi, rivoluzionato la mia vita... sono me stessa. La gente mi riconosce e mi apprezza con il mio nome, cognome e, soprattutto, per la mia arte. Sempre pronta a sperimentare. Una ragazza, una donna, che vive costantemente con la valigia in mano. Cittadina del mondo.
D. Ma Tu, Renata, non sei solo pittrice. Nel presentarTi dicevo che sei una designer di caratura internazionale.
R. Si, mi piace definirmi una creativa a tutto tondo. Oltre a dipingere, disegno gioielli ed accessori. Da 5 anni, ad esempio, ho un brevetto nazionale ed europeo. Un copertura termica per bottiglie. Tutto ciò che si vede in giro che copre bottiglie, di tutti i formati, reca la mia firma. Un brevetto depositato in Italia e che ora è diventato europeo. Anche questa... una forma d'arte. Una ulteriore forma d'arte. Diversa, certo, ed anche con un suo risvolto commerciale ma sempre di arte si tratta. Oltre a curare il designer, seguo l'iter commerciale che va dalla produzione, in Italia ed all'estero, fino alla distribuzione.
D. Quindi artista ma anche...manager!
R. Forzatamente...si! E sorride
D. Renata, dopo tanti i successi, c'è stata una volta in questa Tua splendida carriera che hai pensato di essere “arrivata”?
R. Assolutamente, no. Guai. Non mi sono mai sentita arrivata, non sono arrivata e, sinceramente, non voglio arrivare. Avere questo sentire toglierebbe fantasia e curiosità al mio lavoro. Spero proprio che questo non accada mai.
D. Sei qui per curare i dettagli di questa mostra che Ti vedrà, per la prima volta, esporre nella Tua città. Lì da dove è partita la Tua avventura. So che le Tue mostre non sono semplici esposizioni di quadri ma qualcosa di piu' complesso.
D. Si, certo. Ritengo che l'arte sia pensata e tradotta a 360° per cui avvolge ed abbraccia tantissimi aspetti. Solitamente organizzo mostre come fossero eventi con musica e proiezioni legate all'arte. Qui, ad esempio per la prima mostra nella mia città, posizioneremo dei megaschermi grazie ai quali verrano spiegate le opere e descritte le tappe salienti del mio percorso artistico. Una sorta di compendio di ciò che fino ad ora ho realizzato. Era giusto farlo nella mia città d'origine perchè, in fondo, è vero che sono sempre in giro per il mondo, che ho scelto di viverci lontano però è anche vero che riesco a farlo perchè so di poterci tornare.
D. Dicevamo che nasci a Catania ma vivi a Palermo. Quali le peculiarità dei catanesi che hai esportato e quali quelle che hai preso in prestito dai palermitani?
R. Ma sai...onestamente, per carattere, penso di riuscire ad ottimizzare i luoghi in cui mi trovo a vivere. Non sono perfetta io. Non lo sono i catanesi e neppure i palermitani. Ognuno ha il Suo carattere. Magari il catanese, a prima vista, potrebbe sembrare piu' aperto perchè abile negli scambi commerciali ma così non è. Il palermitano, dapprincipio diffidente, è secondo me molto piu' aperto e lineare nei rapporti interpersonali.
D. Che mi dici della "sicilitudine" di sciasciana memoria?
R. Quando ho deciso di tornare dopo aver vissuto 8 anni a Milano, l'ho fatto perchè mi mancava tutto della Sicilia. Il sole, i colori...e con essi l'ispirazione. Poi, parlando "terraterra", mi mancavano anche... le granite, le gite a mare.
Al solo pensiero, il viso di Renata si illumina di una luce radiosa...
R. Sono riuscita a stare fuori perchè la porta per rientrare era sempre a aperta. So che non riuscirò mai a lasciare la mia terra del tutto. Non escludo che potrò vivere anche da qualche altra parte, in futuro, ma la porta resterà sempre aperta . Probabilmente, mi sposterò ancora ma... per tornare. Sempre.
D. In un momento di profonda crisi globale, e non solo economica, la pittura...l'arte come si pone? Riesce a modificare la bruttura della realtà o, al contrario, se ne fa contaminare?
R. Guarda, l'arte solitamente viene compresa dopo molti anni. I contemporanei sono sempre quelli che appartengono a 50/60 anni prima. Il tempo dirà se l'arte, oggi, ha modificato la realtà o si è fatta contaminare. La comprensione dell'arte è qualcosa che sapremo tra una cinquantina d'anni. Tra l'altro, ricordiamoci che gli artisti che fanno la storia sono quelli che hanno dato una sterzata diversa verso qualcosa di non comprensibile immediatamente ma che lo è stato in seguito.
Il piglio della manager fa un'ulteriore capatina...
R. A livello commerciale, invece, l'arte è oggi un assegno circolare, un ottimo investimento per la vita, qualcosa che si rivaluta nel tempo.
D. Splendida mamma di due adolescenti, quale il messaggio che cerchi di trasmettere Loro?
R. Vorrei che fossero felici e che si impegnassero per esserlo. Io cerco di dare Loro un passpartout per la libertà. Non libertà fisica ma libertà interiore. Essere liberi di fare ciò che desiderano e di farlo in maniera serena senza essere legati da fattori convenzionali. In nessun modo e in nessun luogo.
D. Renata, finisce qui la nostra bella chiacchierata. Per chi volesse saperne di piu' di Te e della Tua arte...
R. Basterà cliccare, su un qualsiasi motore di ricerca, il mio nome e...voilà!
La nostra piacevole chiacchierata continua, a microfono spento e davanti ad una ottima granita di mandorle siciliane (e Ti pareva!!!!), e verte sui numerosissimi impegni che vedranno Renata impegnata da dicembre prossimo, fino a tutto il 2012. Esattamente, dal 6 al 16 dicembre, esporrà due grandi tele ad una Collettiva di Arte moderna a Roma. A seguire, quattro saranno le opere con le quali parteciperà ad un'altra Collettiva sempre di Arte moderna ma, stavolta, a New York. A maggio 2012, poi, la Camera di Commercio estero di Houston L'ha invitata ad esporre quadri ed oggetti di design. A suggellare un 2012 che si preannuncia di grande attività, la mostra di Catania. Un ritorno prima della nuova...partenza.
Alla prossima, Renata!
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