Albert Colajanni, cabarettista

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Sosia... Suo malgrado!


La mia amica Gabriella Saitta (chi non ricorda il padre Ugo, celebre regista e documentarista dei bei tempi che furono...), grande attrice e titolare di un'avviata scuola di recitazione che prima o poi dovrò decidermi a frequentare per togliermi quella ssssssss di pezza che, ho paura, mi farà sembrare “fanciullina” anche a  90 anni se ci arriverò...mi comunica che in città transita nientemeno che Albert Colajanni.
Mi viene in mente la famosissima citazione manzoniana “ Carneade ? Chi era costui ?” Confesso...  pensata in dialetto! Letta la mia perplessità...aggiunge “Il sosia di Massimo D'Alema, no!”. Ecco. Tutto cambia. Mi si apre un mondo nuovo e, avendo già intrapreso questa splendida avventura che mi porta ogni giovedì pomeriggio a tracciare tratti e ritratti di personaggi di primo piano, decido di non farmi sfuggire l'occasione e, munita dei miei bravi attrezzi da lavoro...vado.
Il primo impatto è con una persona amabile e cordiale, interessatissimo a sapere che aria tira a Catania...la Sua amata città. Mi accorgo subito che è ingiusto conoscerLo solo in quanto sosia di D'Alema. Colajanni è un artista completo, a 360° gradi che, sicuramente, avrebbe ragione di essere risentito (e secondo me, un po' lo è!) di dovere la Sua popolarità al “doppio” che interpreta. E' questa la “dura legge dello spettacolo” di cui tanto si parla ?! Poi, senza soluzione di continuità, comincia a raccontarsi ed è a quel punto che scopro che l'intervista è già cominciata..
Premo rec. Si parte...

Albert, non tutti (io in prima persona!)  sanno che sei siciliano d'origine. Di dove esattamente ?

R. Di Catania. Sono nato a Catania.  Ho iniziato qui la mia carriera. E molti non sanno che vengo dall'ambiente musicale: orchestre, pianobar... le tournees. Insomma, ho fatto parecchie cose, diciamo. E, poi, dopo sono andato a Roma. Prima mi sono laureato. Sono andato a Roma ed ho cominciato con il cabaret, con il teatro, con la commedia musicale e tante altre cose.

Ecco, siciliano d'origine. Ma qual'è il Tuo rapporto con la famiglia d'origine ? Fate grandi rimpatriate ?

R. Con i Colajanni ?
Ma i Colajanni siamo tanti. Sparpagliati per tutta la penisola. Per cui è difficile vedersi parecchio. In qualche occasione...proprio Pasqua, Natale...quelle cose lì. Ma, piano piano  come succede, purtroppo, ci si vede sempre meno.

Albert ho letto che i Tuoi esordi sono avvenuti in radio, esattamente alla RAI di Palermo dove intrattenevi gli ascoltatori recitando, cantando...

R.Si...”Incontro con Mister Colajanni”. Una cosa simpatica perchè c'era un pianoforte, una chitarra. Anche lì cantavo delle cose siciliane perchè mi piacciono. Ho riscoperto dei brani, per capirci, tipo quelli della Balistreri! Erano romanze che cantava mio padre... mio padre aveva una voce tenorile. Nulla in confronto...una voce fantastica.  Io allora da piccolo sentivo 'ste cose qua...mi piacevano e le ho riprese, poi, quando ho iniziato.

Ecco, rispetto ad allora, ritieni sia cambiato il pubblico radiofonico ?

R. Ecco. Su questo mi trovi impreparato. La radio è l'unica cosa che ho, diciamo, fatto poco perchè, poi, se le elenchiamo...non c'è una cosa che, ancora, non ho fatto nel panorama artistico! Mi piace salterellare da qua a là. Non Ti saprei dire. Non so proprio come stia la faccenda adesso ma credo stia seguendo le orme della televisione...Forse si è rovinata un po' meno. Forse si...credo!

So che, mentri facevi la Tua esperienza radiofonica, in contemporanea giravi il mondo. In particolare i paesi del bacino del Mediterraneo. E so che in Tunisia eri assolutamente una star.

R. Ah, si, si...mi chiamavano le Claude Francois italienne. Ho ancora i manifesti buttati da qualche parte. Pensa...la vedette italiana...5, 6, 7 anni...Mentre stavo a Catania... lavoravo, studiavo, cantavo, suonavo. Facevo un po' di tutto. Sono molto attivo, lo sono sempre stato...Ecco. Questo perchè assolutamente somigliante e non solo nei modi ma anche fisicamente...a Claude Francois, si!

Ma allora era destino che Tu diventassi il doppio di qualcuno ?

R. Mah! Veramente è strano. Questa è una coincidenza...guarda. Una coincidenza anche quella che, nel 1995, mi ha portato ad interpretare D'Alema sia al Bagaglino che a “Striscia la notizia”...

Ecco, poi, dopo l'esperienza siciliana ed in giro, torno a dire, attraverso i paesi del bacino del Mediterraneo, c'è stato il trasferimento a Roma

R. Si, mi sono laureato. Sono andato a Roma e lì ho cominciato con il piano bar. Poi sono subito passato al cabaret. Quindi alla commedia musicale,  alla pubblicità, al cinema.

Insomma. Un artista a 360°.

R. Assolutamente si. Lo possiamo dire... Oggi, mi sa, che sono pochi. Non ce n'è tanti... Qui, ad esempio, con la mia amica Gabriella Saitta, grandissima, stiamo facendo... una cosa bella. Ci piace farla. Ci divertiamo e, facendola, ci teniamo giovani. Questo è l'importante.

Albert, nel 1995, entra – per così dire – nella Tua vita l'On.D'Alema e ne diventi il sosia ufficiale, come dicevi Tu poco fa, sia al Bagaglino che a “Striscia la notizia”.

R. Si. Tengo sempre a precisare...la differenza tra il Bagaglino e “Striscia la notizia”. Il Bagaglino è un bellissimo posto. Poi mi ha scoperto...quindi, debbo tantissimo. Però, come succede sempre, se una cosa rimane fissa nel tempo ed il Bagaglino è rimasto troppo legato a certi schemi... Non sono i miei canoni. Quindi io sto lì, per dire 4 battute...francamente...dopo un po' di annetti...insomma mi sta un po' strettina la cosa.

Anche perchè la particolarità delle Tue imitazioni sta nel fatto che Tu porti in giro il Tuo personaggio.

R. Si. La verità è che io non sono un imitatore. Io ho studiato una cosa, ho cercato di inventarmi una cosa un po' piu' simpatica tant'è vero che ci scrivevamo con Lui attraverso i giornali perchè Lui... personalmente non si abbassa a questi discorsi...diretti. Quindi, attraverso le riviste, ci scrivevamo e Lui mi diceva “Si. Ma. Bravino...”diceva sempre....”Ma io farei di meglio”...Lui. Allora io Gli riscrivevo “Senti. Siccome Tu fai meglio di me. Tu vieni al Bagaglino. Io vengo in Parlamento. Sicuramente...farò meglio di Te!”. E via dicendo. Ci scambiavamo 'ste cose qua.
Ed invece, dicevo, la differenza con “Striscia la notizia” è che  non essendoci un copione, lì si va a braccio, lì si vede se uno ha del Suo o non ce l'ha. E lì mi pare mi sia espresso molto meglio.

Tornando a D'Alema. All'inizio sei stato Tu a “sceglierlo” o è stato il contrario ?

R. No. In effetti... mi sono accorto quando Lui era venuto alla ribalta perchè era già Segretario del Partito...  lo vedevo sui manifesti qua e là con gli amici...mi guardavo, mi riguardavo... Guardalo scuro, guardalo chiaro..ma dai, ma si, ma no...sai cosa faccio ? Ora vado. Ho chiamato Tony Ventura, che conosciamo tutti e che non c'è piu' purtroppo,  il quale mi ha fatto convocare  dall'aiuto regista che allora era il figlio di Lionello, credo. Parliamo della prima stagione. “Senti c'è uno che insomma ha le sembianze...tra l'altro è uno che ha fatto un sacco di cose” Questi mi ha sentito. E' andato da Ninni (naturalmente Pingitore) che stava dall'altra parte. Eravamo in teatro. Stavano provando. Hanno parlottato. E' tornato. “Ok,ok. Senti. Va bene. Sei biondo. Però ora Ti trucchiamo. Vieni tra 7 giorni alle 7 e mezza. E preparati una cosa. C'è Ninni che vuol sentirTi”. Va bene. Io mi sono preparato un pezzo, un discorso di D'Alema, insomma. C'ho messo del mio, chiaramente e sono andato a tal giorno, alle 7 e mezzo, con tutte quelle faine che dicevano “Chi è questo ? Che vuole ?” Messi la che avevano finito la Loro prova pomeridiana.  Io mi ero preparato 5'/10'. Dopo 2' che ho iniziato, ho sentito gente che si stava rotolando dalle risate...e, pensa, ero vestito normale. Cosi' come oggi. Ho assunto solo l'atteggiamento ed ho preparato un pezzo che faceva D'Alema. Iniziavo (atteggiamento e voce pieni di prosopopea tipica del nostro uomo politico) “A questo punto non Vi devo dire nulla che Voi non sappiaTe già. E nulla che io non abbia già detto prima. Il mio paese...” Neppure un minuto e mezzo...e Ninni mi ha detto “Sei dei Nostri”. E così ha avuto inizio la mia avventura al Bagaglino.

(Pensando di poter trasformare il nostro incontro in una puntata di PUNTO D'INCONTRO Speciale Ritratti Lo invito, com'è prassi consolidata, a scegliere un brano tratto dal repertorio della musica leggera italiana e Lui sceglie “Io, sì” del grandissimo Luigi Tenco convinto, comunque, che non fosse nel nostro archivio. “Certo che sì” gli rispondo. Si congratula. Per altri motivi, di carattere tecnico, la nostra conversazione rimarrà solo impressa sul sito e...menomale. Solo ora, leggendo questo sito, saprà che ho bluffato. Il brano richiesto, purtroppo, non è disponibile presso il nostro pur vastissimo archivio!)


Abbiamo detto... siciliano d'origine

R.Doc

Catanese doc. Ecco quali sono le caratteristiche della Tua sicilianità che hai portato in giro ?

R.Dunque. Un senso dell'amicizia che abbiamo noi, innato. Per cui si potrebbe aprire un discorso ma sarebbe troppo lungo. Diciamo che l'amicizia ce l'abbiamo nel sangue per cui non c'è niente da fare. E, poi, questo bisogno che c'è di fare, secondo me...E' difficile che un siciliano faccia una cosa per forza. Tant'è vero che, forse... Vi do un'anteprima. Forse, quest'anno, io il Bagaglino non lo rifarò anche se dovessero richiamarmi. Io faccio cose vere,  Loro fanno le parodie. Io faccio Cafe Chantant vero. Perchè sono uno chansonnier. L'ho fatto per anni. Da quando sono nato. Sono nato con Becaud. Io e Becaud, praticamente, mangiavamo insieme. Montand, Becaud, Piaf, Paoli e...quindi, se uno mi fa la parodia delle canzoni francesi...si una volta va bene...poi, mi girano... un pochino, in effetti. Non per altro. Perchè vorrei farlo io. Per davvero. Veramente.

Nel creare le Tue imitazioni cosa metti in campo soltanto le caratteristiche del personaggio che vai ad imitare o fai un amalgama con caratteristiche anche Tue ?

R.  Non è che ne abbia fatte altre...lì...Claude Francois mica lo imitavo. Io cantavo le mie cose. Fisicamente avevo, piu' o meno,  le sembianze e quindi. Era “Claude e le Claudette” per cui mi portavo 4 stangone messe là e, quindi, facevo...Adesso, con D'Alema, onestamente non mi è stato molto difficile perchè, Voi sapete, che la fisiognomica gioca la Sua parte. Quelli che sono fisicamente simili hanno una struttura ed un modo di parlare, un modo di agire che è quasi simile. Diciamo...quasi. Ora io l'ho caricato di piu' ,  ho usato i termini che usa Lui ecc...Quindi, ho preso indubbiamente qualcosa ma, poi, l'ho fatto mio. Se, per esempio, vedi “Striscia”, nei servizi che abbiamo fatto. Quelli ritengo che siano veramente carini. Tutto quel modo di fare spettacolo, quello è naturale ed è venuto su, trasformato da me. Ed io, infatti, sempre scrivendoGli tramite riviste gli ho detto “Guarda che Tu mi devi molto perchè  io Ti ho reso molto piu' simpatico di quello che Tu sei”. Lui è un odioso per nascita, un antipatico tremendo. Un saccentone. Uno che vuole fare sempre...perchè in realtà è uno fatto così. Uno rigido nelle Sue...Io, invece, sono molto elastico. E, quindi, l'opposto...

E, quindi...prendendo in prestito il titolo dello spettacolo che hai portato in giro....

R.“Dal Massimo al Minimo”.

Si. Allora Tu preferisci Massimo al fratello gemello Minimo.

R. Per forza. Minimo. Non posso preferire Massimo dopo quello che Ti ho detto....

Senti, Albert, ma Tu con la Tua ironia, cosa Ti prefiggi esattamente ?

R. E' una filosofia. Ecco..questo è un altro aspetto della sicilianità. La filosofia della vita. Pirandelliani...noi siamo pirandelliani in effetti....”Così è se Vi pare” e, ripeto, non avendo piu' 20 anni, adesso che ho capito tutto è... forse, troppo tardi ma... non è mai troppo tardi. Guai a prendersi troppo sul serio.

Albert, leggo tra le Tue note che non Ti fai mancare nulla. Credo che Tu abbia fatto Tuo il dettato del grande Kipling secondo cui il minuto dev'essere riempito di 60” di opere compiute. Vedo che Tu sei anche organizzatore di grandi eventi a livello nazionale...

R.Mi sono inventato...siccome sono un pilota...ho una passione sviscerata per l'auto da corsa.  L'ho ampliata e mi sono inventato una manifestazione con oggetto gare, garette, certo non troppo difficili, di automobilismo con personaggi, colleghi della televisione, del cinema, del giornalismo, di altri sport logicamente. Sono già 5, 6, 7 anni...

Vedo che hai pudore a dire che il piu' delle volte è a scopo di beneficienza...

R. Si,si...c'ho rimesso anche del denaro mio, se è per questo. Sto cercando  di portarlo in Sicilia. Adesso, vediamo se riesco a trovare... Sarebbe bellissimo portarlo qui perchè mi sono accorto che, nella vita di tutti i giorni, troppi giovani muoiono sulle strade. Giovani e non giovani. Quindi...perchè muoiono ? Perchè, oltre la droga e l'alcool, c'è un terzo motivo e che, cioè, poveracci...non sanno guidare. Non sanno che vuole dire. E' facile schiacciare sul rettilineo ed andare a 200 però, poi, arrivando alla curva lì... sono...se non sai quello che devi fare e come fai, giustamente, a saperlo se con la scuola guida non riesci neppure a fare un posteggio ? E' una promozione quella che sto facendo. Vediamo adesso se riusciamo. Io ho in mente proprio di fare una legge che obblighi tutti a fare i corsi di pilotaggio perchè, credeTemi, con i corsi di pilotaggio riesci a fare in una frazione di secondo quello che, normalmente, fai in 10”. Quindi...un decimo è importante. Da questa considerazione è nata l'idea...ho chiamato i personaggi e, siccome i personaggi richiamano gente, dovunque sono andato ho avuto un grande successo. Però, queste cose, ripeto costano, chiaramente. Voglio fare una tournèe il prossimo anno in Sicilia. Unendo spettacolo e sport che sono le due cose che, in fondo, mi piacciono  piu' di tutte....

Ma l'attenzione per questi temi, importantissimi, da cosa nasce ? Dal fatto che Ti senti un fortunato e vuoi restituire, in qualche modo...

R. Si, questa voglia di dare...certo! E' sempre lì! Noi vogliamo dare...sempre. L'artista vero è  uno che deve dare all'altro. E che me le tengo per me ? Allora mi chiudo in una stanza e...mi sembrerebbe assurdo. La stessa cosa quando saliamo su un palco. Noi siamo lì per dare agli altri e gli altri devono bere. Piu' noi sappiamo dare piu' Loro bevono. Quando uno dice “Non ho capito niente” è perchè non Ti ho fatto capire niente, evidentemente. Non sono stato convincente come quando andavamo a scuola. E' la stessa cosa. Non cambia niente. E' sempre la solita solfa. Uno, poi, ha capito come funziona e vorrebbe trasferire quello che ha anche agli altri.

Albert mi sembri un attento osservatore dell'animo umano. Ecco. Ritieni che l'uomo si stia allontanando un po' da se stesso in questo periodo ? In questo contesto storico ?

R. Si, indubbiamente. Si allontana..Bisogna tornare indietro, non c'è niente da fare. Quando si arriva troppo avanti, bisogna tornare indietro...in tutto.

L'ironia ci salverà ?

R. Beh. L'ironia non è che salva. Onestamente io ironizzo perchè, intanto, è un modo di prendere le cose. Non drammatizziamo! L'ironia Ti ferma. Ti blocca. Non Ti fa tornare indietro. Devi inventarTi delle cose. C'è una cosa bellissima....il momento. Quel momento  quando arriva... proprio quello che ho agognato, che ho amato...tutta la vita. Bene, in quel momento, io non faccio assolutamente niente. Ma come ? Quel momento! Resto lì e vedo passare inutilmente....Il controsenso...Non facciamo così. Il momento passa. Non facciamoci trovare impreparati. Dobbiamo capirlo.

Siamo a conclusione di questa nostra bella conversazione. Un saluto agli ascoltatori di Studio 90 Italia Ti tocca ma...alla maniera di D'Alema, pero'!

(E' il momento della metamorfosi. Si schiarisce la voce, assume un atteggiamento tronfio e...)

R. La radio, ricordateVi, è una delle cose della vita che non bisogna mai abbandonare...

(incito, ruffiana) Soprattutto....

R. Sopratutto...logicamente... Radio Studio 90 Italia. Era episegetico, Silvia...per favore!

Grazie Albert ed alla prossima.


R. StateVi buoooni!!!!

Saluti rituali agli ascoltatori ed appuntamento alla puntata successiva.

Spengo il microfono ma la conversazione continua. E' un fiume in piena Albert Colajanni. Un vero istrione come cita una delle piu' belle canzoni di uno dei Suoi cantanti preferiti, ne sono certa, Charles Aznavour!
Mentre parla e, poi, mentre mi avvio in macchina a casa...un tarlo mi rode. Ma puo' essere che non sappia dare un significato al termine “episegetico”? Io che vanto un 60/60 alla Maturità classica ?
Tornata a casa...mi fiondo sul computer e cerco. “Epi...che ?” Anche google denuncia la sua ignoranza. Poi cerco “Epesegetico”...Trovato... “Genitivo con valore di apposizione che serve a chiarire un concetto”....sorrido...da Professore di latino e greco (perchè anche questo è stato Albert)...si è preso burla di me ed io che...non l'avevo capito!
Purtroppo per una cattiva qualità dell'audio, la trasmissione non andrà in onda.
Di quell'incontro resterà, oltre la piacevolezza del conversare,   solo quanto su riportato e la certezza di aver conosciuto un personaggio straordinario.
Epesegetico, lettori...per favore!

Alla prossima!







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